4 gennaio 2009

The IT crowd, prima serie

(parentesi: prima serie e non prima stagione per la precisione, in quanto quella "quantità di episodi di un programma televisivo che vengono trasmessi periodicamente per un certo numero di mesi" che in Nord America viene definita season, in UK e Irlanda viene definita series)
(affascinante come la conoscenza decida di venirti incontro sotto forma di pagina di Wikipedia quando cercavi tutt'altro)

The IT crowd è una sitcom britannica trasmessa da Channel 4, ambientata in massima parte nei sotterranei dove lavorano gli addetti all'IT (information technology - quelli che si occupano dei computer, per dirla con poche parole) della Reynholm Industries, non meglio specificata ma danarosa società inglese.
La storia inizia con l'assunzione di Jen alla Reynholm Industries dopo un colloquio sommario in cui l'eccentrico capo prende per buone le abilità informatiche da lei decisamente gonfiate nel curriculum e la assegna all'IT come capo dipartimento.
Di sotto, molto, molto sotto, trova i due informatici Roy e Moss, due "tipici nerd" che scoprono subito che non è del mestiere ma, davanti al capo supremo e alla sua fissazione col lavoro di squadra, con licenziamenti a raffica per quelli che non sanno lavorare come team, decidono di non riferire la verità. Così, con l'intesa responsabile dell'IT meglio collocata nel ruolo di relationship manager, l'organico del sotterraneo è al completo e la serie va avanti tra problematiche d'ufficio e disavventure personali, più che prettamente tecniche.
Questa è grossomodo la trama, che va avanti per 6 episodi per serie (sono arrivati alla terza) aggiungendo anche qualche altro personaggio ricorrente, come ad esempio Richmond, ex vice di Reynholm mutato da perfetto manager in giacca e cravatta a deprimente goth e spedito all'IT a sorvegliare le lucine dei server.
Fulcro della serie sono Roy e Moss, che pur non distaccandosi in generale dal luogo comune del nerd, onnisapiente nel proprio campo e parecchio carente in quello sociale, argomenti di conversazione, sport e rapporti con l'altro sesso inclusi, rispecchiano due varianti della stessa mattrice. Laddove Moss sembra essere più dotato scientificamente, più timido con le donne e più astratto (del tipo che inizia a parlare in informatichese e non si rende conto che nessuno riesce a capire cosa dice), si veste e pettina in maniera più caricaturale, Roy è più disinvolto, informale anche nel vestire, sprezzante verso i colleghi dei piani superiori che chiamano l'IT per delle inezie ("Hello IT, have you tried turning it off then on again?" è la sua risposta automatica) e poi non ne riconoscono il lavoro.
Jen invece fornisce il punto di vista delle persona normale che deve fungere da collegamento tra i nerd e il resto dell'ufficio, ma tende a cadere anch'essa in uno stereotipo: quello della donna/impiegata media, interessata per non dire fissata con le scarpe, lo shopping, i party e gli appuntamenti con i colleghi dei vari piani.
Insomma, com'era successo all'inizio con The Big Bang Theory, la prima impressione non è stata particolarmente entusiasmante, proprio per la mancanza di originalità e la decisione di non staccarsi dalle peculiarità note di un certo genere di personaggi nella presentazione degli stessi.
E, proprio allo stesso modo, non avendo voluto mollare dopo la prima puntata (che, tolto quanto sopra, era anche divertente) e procedendo con la visione, la serie si è rivelata ben scritta, all'interno dei limiti autoimposti, e una visione più che gradevole.
Va aggiunto che, trattandosi di sitcom, ogni puntata dura 25 minuti e quindi non è che ci sia tanto spazio di manovra per approfondire i personaggi: si guadagna in comprensione e immediatezza già fancedoli vestire ed esprimere in un certo modo.
Due particolarità: la sigla iniziale è stata fatta con una grafica che ricalca quella dei vecchi videogiochi a 8-bit e di quando in quando all'interno delle puntate vengono proposte delle parodie di spot pubblicitari, modificati in puro stile umoristico british.

In definitiva: buono, non quanto TBBT (che con la seconda stagione ha passato il livello di risata a voce alta per avvicinarsi pericolosamente a quello del ribaltamento dalla sedia dal ridere), ma buono. Rigorosamente da vedersi in inglese coi sottotitoli.

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