...l'Olimpiade numero 29. Con una cerimonia da due ore in cui solo alla fine il perfezionismo cinese ha lasciato spazio per un rompete le righe nemmeno poi così caotico.
Prima c'erano stati i vari segmenti a base di tamburi, campanelli, gli immancabili fuochi d'artificio e le ancor più immancabili imponenti coreografie di massa, la premiazione della maratona, le dichiarazioni di ringraziamento e chiusura.
Abbiamo visto il passaggio di consegne a Londra, con relativa dimostrazione a base di luoghi comuni, tutti gli atleti rimasti che, per una volta che non venivano rigidamente incasellati dai volontari, si sono accalcati in alcuni punti lasciandone vuoti altri, l'ammainabandiera, lo spegnimento del braciere alla fine di un riassunto video delle imprese sportive giorno per giorno, la fase musicale pop... e il non scordateci di Pechino al mondo.
E chi vi si scorda, con le 100 medaglie e la presenza, ove non il dominio, in ogni sport, con quel che c'è, l'ordine, la puntualità, la gentilezza, la sicurezza, la tecnologia, l'organizzazione e quel che manca, i diritti umani, quelli dei lavoratori, la libertà di autodeterminazione, di espressione, di protesta, di fruizione del resto del mondo... tutta roba infilata sotto uno splendente tappeto, come lo stesso inquinamento di Pechino, tanto temuto nei giorni precedenti e miracolosamente svanito in quelli di gara.
In questi giorni la Cina ha mostrato al mondo, se ancora ce n'era bisogno, di essere un gigante sempre più consapevole di sé stesso, non solo nell'economia a basso costo e grande inquinamento, non solo nell'autoritarismo e nel controllo ossessivo, ma anche nello spettacolo e nelle attività sportive (e collaterali), intese in un senso più occidentale, dell'allenamento e della programmazione per la vittoria del singolo e della squadra, piuttosto che per mantenere in salute il popolo perché meglio possa rendere al lavoro.
A posteriori non si può che confermare che la stessa efficiente macchina che regola le vite di più di un miliardo e trecento milioni di persone, applicata all'impegno di scovare e allenare (senza scordare l'importazione di tecnici occidentali) atleti capaci di arrivare a medaglia, meglio se d'oro, in ogni sport, è arrivata alla meta che si era prefissa.
Sfilando medaglie a diversi paesi, bisogna dire: se nel confronto con la sola Atene 2004 gli Usa sono rimasti più o meno stabili, Australia, Giappone, Ungheria, Brasile, Norvegia, Turchia, Iran sono un po' calati nel medagliere, la Romania è dimezzata, Cuba è sprofondata, come pure la Svezia, la Grecia e l'Austria. I posti lasciati vacanti sono stati occupati, oltre che dalla Cina che ha raggiunto il primo, da Spagna, Gran Bretagna, Olanda, Kenya, Etiopia, Bielorussia, e chiaramente Giamaica, in controtendenza e in salita.
E l'Italia? L'Italia si è mantenuta tra i primi 10, ma è in calo. In confronto ad Atene sono mancate 4 medaglie, 6 rispetto a Sydney, 7 ad Atlanta.
Si potrebbe dire che ad altri è andata peggio, ma sarebbe un bel modo per non fare autocritica... un po' come dire "e però abbiamo superato la Francia, gnè gnè gnè". Ah, l'hanno già detto? Vabbé, niente.
La scherma ha prodotto due ori e cinque bronzi (7), il tiro a volo un oro e due argenti (3), il pugilato un oro, un argento e un bronzo (3), la marc... ehm, l'atletica un oro e un bronzo (2), il nuoto un oro e un argento (2), la canoa un argento e un bronzo (2), il ciclismo su strada un argento e un bronzo (2), la vela un argento e un bronzo (2), il judo un oro (1), la lotta greco-romana un oro (1), il tiro con l'arco un argento (1) il canottaggio un argento (1), il taekwondo un argento (1).
Tanto per curiosità, 17 medaglie (6 ori, 5 argenti e 6 bronzi) su 28 arrivano da sport in cui si infilza, picchia in più modi, perfora e spara.
Cos'è mancato? Principalmente l'atletica su pista, da cui in passato qualcosina arrivava, e gli sport di squadra: su 5 squadre, volley e pallanuoto maschile e femminile e calcio maschile, il risultato migliore è stata la medaglia di legno dei pallavolisti di stamattina.
Come risolvere le mancanze e mantenere in salute quel che c'è, sarà affare del CONI, delle varie federazioni e, bontà loro, dei gruppi sportivi militari: senza contare le squadre, 7 ori, 4 argenti e 5 bronzi provengono da tesserati per Fiamme Oro, Fiamme Azzurre, Fiamme Gialle, Carabinieri, Aeronautica, Forestale, Esercito.
Le Olimpiadi di quest'anno finiscono così e se ne riparla per Londra, ma il sei settembre cominciano le Paralimpiadi. Vedremo come andranno...
Ps: all'inizio non era mia intenzione (e nemmeno pensavo di riuscire a) scrivere un post riassuntivo al giorno. Via via, però, il materiale non è mancato e quindi... meglio così. Giorni come questi mi mancheranno, nonostante tutto.