30 aprile 2006

A posteriori

Si dice che la tempestività sia fondamentale per risolvere i crimini: esaminare prove, interrogare testimoni, indagare sulle persone coinvolte e seguire le varie piste il più rapidamente possibile... insomma, battere il ferro finchè è caldo può fare la differenza tra l'ingabbiare un colpevole e il dover riporre in magazzino una o più scatole di prove e rapporti in attesa di tempi migliori.
Procedura, quest'ultima, che va parecchio a cozzare contro le regole del poliziesco televisivo, dove se proprio non si riesce ad arrestare un cattivastro la colpa deve essere del sistema o di qualche avvocato puzzone e non di carenze dei Nostri.
Ma, avendo questo post per oggetto un telefilm che si basa esclusivamente sulla soluzione di casi (in maggioranza, omicidi) che qualcuno in passato non aveva saputo/potuto chiudere, avere ettometri di scaffali pieni di roba lasciata in sospeso a tempo indeterminato è il minimo.
L'invidiabile primato va al dipartimento di polizia di Philadelphia, la città dell'amore fraterno e degli omicidi irrisolti, ove per fortuna lavorano i protagonisti di Cold Case, serie che ha debuttato nel 2003 sulla CBS (ora è alla terza stagione) e qui in Italia l'anno scorso su Rai2, al sabato sera (in queste settimane va in onda la seconda).
Ennesimo buon prodotto passato dalle competenti mani produttorie di Jerry Bruckheimer, ogni puntata inizia con una nuova prova/informazione riguardo a una morte avvenuta in un passato più o meno remoto, le indagini relative alla quale sono andate nella direzione sbagliata o non sono approdate a nulla di concreto. A partire da questa, tutti gli incartamenti relativi vengono tirati fuori dalle rispettive scatole e viene applicato un supplemento d'indagine che di solito porta, dopo aver rimestato ben bene nel torbido, alla risoluzione della faccenda.
Ma come si svolgono indagini a volte lontane decenni dai fatti cui si riferiscono? Visto che delle prove fisiche non resta granchè, in massima parte ci si affida alle testimonianze e ai ricordi di chi c'era, spesso rimbalzando dall'uno all'altro fino a trovare qualche contraddizione o un particolare che era sfuggito o che non era stato considerato con la dovuta attenzione, a suo tempo. Dopo tutto, uno sguardo dato da un punto di vista diverso e da qualcuno differentemente coinvolto, può permettere lo sviluppo di un nuovo filone d'indagini che porti finalmente alla verità.
Questo, riguardo all'impostazione delle storie, le quali non si sviluppano certo a gran velocità, anzi...
Ma il bello di queste serie non sta di sicuro nel ritmo, quanto più nella sapiente costruzione degli scenari: una parte fondamentale della singola puntata si svolge infatti sotto forma di flashback, sia all'inizio, quando vengono presentati vicenda e protagonisti, sia durante gli interrogatori, quando questi ultimi rievocano le scene a cui hanno assistito/partecipato, in un'alternanza tra passato e presente che permette allo spettatore di godersi, e in qualche modo partecipare, alla graduale scoperta della verità.
Cosa che si traduce in una consistente mole di lavoro per ogni puntata: in particolare per la ricostruzione delle ambientazioni adeguate all'anno preso in esame che, oltre naturalmente alla fotografia e a oggetti d'uso comune, mezzi di trasporto, abbigliamento et cetera, spesso include anche un differente tipo di regia, un'accurata scelta della colonna sonora (che, forse più di ogni altra cosa, fa "sentire" il periodo a chi assiste) e di casting, per trovare versioni differenti nel tempo ma simili (per rendere l'invecchiamento) di alcuni dei protagonisti.
Quest'ultimo procedimento si fa più incisivo a fine puntata, quando, di solito col brano più struggente dell'epoca in sottofondo, si tirano le fila della storia e per qualche secondo si alternano le versioni passato/presente dei vari personaggi, vittima inclusa... che poi svanisce, come se avesse voluto assistere alla conclusione.
Costretti a venire ogni giorno a contatto con umane meschinità e vite devastate, non è che i componenti del cast fisso abbiano tanto da stare allegri, viste anche le vicende personali (ben poco note, almeno all'inizio, e tenute alla larga dal lavoro) che gli scrittori hanno appioppato loro e che li spingono a buttarsi nelle indagini: innanzi tutto la protagonista, la detective Lily Rush (interpretata da Kathryn Morris), che sprizza neuroni e comprensione dell'animo umano da tutti i pori, ma si trascina dietro un'infanzia difficile, con tanto di madre alcolista e guai economici, e più avanti esperienze di coppia niente affatto felici, una sorella portaguai e rapporti sociali piuttosto carenti.
Poi il capo della squadra, il tenente Stillman (John Finn), lasciato dalla moglie e in difficoltà a rapportarsi con la figlia ormai adulta, e i colleghi detective Will Jeffries (Thom Barry), vedovo e paterno, dalla notevole esperienza sul campo, Nick Vera (Jeremy Ratchford), con un divorzio in ballo, una certa tendenza alcolica e modi spicci, e Scotty Valens (Danny Pino), volitivo ultimo arrivato che ha avuto il suo bel da fare prima con la fidanzata malata di mente (morta suicida) e poi nel portare avanti un rapporto con la sorella di Lily.

Insomma, a parte una o due puntate in cui la storia si è persa per strada e il dubbio su come facciano a beccare sempre gente che si ricorda anche i minimi particolari di fatti successi anni e anni prima, a parer mio la serie risulta guardabilissima... certo, non uscirà mai (o almeno, la cosa non è in programma) in dvd, visti i costi esorbitanti per i diritti della colonna sonora, ma ci si può accontentare di una programmazione senza scossoni e di un doppiaggio all'altezza.

29 aprile 2006

Pazienza

Normalmente tendo ad essere una persona piuttosto controllata: per mantenere un certo quieto vivere applico la diplomazia, sorvolo, evito risposte (troppo) sferzanti, anche quando ci starebbero.
Di contro, tutte le arrabbiature a cui non do seguito si vanno ad accumulare da qualche parte e alla fine, magari dopo qualche evento più stressante del solito, sbotto.
Non che diventi verde e cominci a spaccare tutto quello che mi capita a tiro: più che altro sbraito... ma pare che le mie reazioni umorali allibiscano chi vi assiste. Allibiscono pure me, in effetti, visto che comincio a pentirmene 5 minuti dopo, quando sono già in giro a sbollire l'incazzatura camminando.
Tutto ciò comunque succede raramente, due/tre volte l'anno. E tutto ciò è successo ieri pomeriggio.
Invero ci sarebbe qualche attenuante: la presenza dei miei che, dopo pochi giorni, costringe la lancetta dell'incazzometro a fissarsi appena sotto il rosso, o l'essere reduce da più di un'ora di fila con dietro una persona a dir poco esasperante... ma permane il fatto che non vado particolarmente fiera di certe mie uscite.
Bah... se non altro, non ho detto nulla di irreparabile.

Venendo a eventi più positivi, grazie a un lungimirante consiglio, ho comprato una scatola originariamente concepita come portabiancheria da tenere sotto il letto e l'ho adibita a porta-manga.
Così ho liberato un po' di spazio in libreria e ho potuto passare del tempo a fare il gioco dei 15 con una serie di volumi che non avevano ancora trovato una sistemazione che mi convincesse. Alla fine di tutto ciò l'ordine perfetto non c'è ancora, visto che mancano all'appello alcuni volumi che ho ordinato e non sono ancora arrivati (al loro futuro posto ci sono sparsi un po' di Classici della Repubblica serie Oro e una copia della Bibbia) ma direi che ci siamo più vicini di prima.

Venendo a cose che non succedevano da anni, venerdì ho visto albeggiare prima di andare a letto, avendo passato tutta la notte a blaterare in $chat.

Venendo a "quelli che ci rappresentano", credo che dopo la giornata di ieri e la mattinata di oggi Scalfaro si meriti due settimane di vacanza in qualche posto rilassante.

27 aprile 2006

Giunse

Cosa? La "pazzia" spendereccia, ma nemmeno tanto, a cui avevo accennato qualche post fa, ovvero quellacosalì in foto, oggetto che risponde al magniloquente nome di Monster Box Buffy - Stagione Restage 1 - 7 Ed. Limitata (limitata a quanti pezzi, verrebbe da chiedersi; boh, verrebbe da rispondersi) ed è costato i suoi bei 149,99 €.
Certo, non è bello come l'edizione internazionale, ma direi anche chissenefrega: casca a proposito dopo la scoperta che i 39 dvd e relative custodie, anche se slim, comprati per mesi in edicola prendevano un mucchio di posto
(non che ci volesse un genio, ma io ho dovuto averli davanti tutti per rendermene conto) e, a ben guardare, non erano nemmeno stati così economici... però prendendone due a settimana la cosa si notava poco, malnato marketing!
In vendita dal 12 aprile, ordinato il 13, bonificato il 14, pagamento arrivato e pacco spedito il 26, avuto in mano il 27; come si vede, buona parte del tempo è andata dispersa in operazioni bancarie, ma non da me: infatti nel frattempo ho rivenduto il 95% dei suddetti dischi su ebay e appena stamattina sono stata in posta per spedire l'ultima tranche.

Bon, adesso ci starebbe una bella ri-visione integrale ma, data la lunghezza di 6065 minuti circa, non è roba da fare in una notte o un weekend: mi accontenterò di qualche episodio ogni tanto.

26 aprile 2006

Gratitudine




Colgo l'occasione della fine dei giorni di feste, ponti e gozzovigliamenti assortiti per rinnovare apprezzamento e imperitura riconoscenza a tutti quelli che hanno contribuito alla sintetizzazione del granulato giallastro in foto. Avete tutta la mia stima.

25 aprile 2006

Riordinando

Stamattina la solita, cronica, mancanza di spazio mi ha portato a decidere per un riordino/riaggiustamento delle da me possedute copie di Scuola di Fumetto al fine di farle stare tutte in un (grosso) raccoglitore.
Più o meno, la cosa si è fatta. Ma, invece che i 10/15 minuti preventivati, ci sono volute quasi tre ore (durante le quali sono riuscita anche a perdermi la manifestazione cittadina per il 61° anniversario della Liberazione). Perchè? Presto detto: dato che molti numeri non li vedevo da un pezzo, mi sono messa a sfogliarne prima qualcuno e poi tutti... e a leggere qualche articolo qua e la.
Tra le altre cose, dal n° 24 (luglio-agosto 2004) è saltata fuori l'immagine a corredo di questo post, ovvero quella che secondo la didascalia è un "autoritratto in stile Moebius" opera di Silvia Ziche. Tanto lontana dal consueto stile dell'artista, quanto notabile e, credo, non ancora apparsa in rete... quindi, rimediamo:


24 aprile 2006

Eccellente

*firulì*
(da qui: http://web.tiscali.it/fabioracco/personality/ptest.htm)

23 aprile 2006

Cronaca di una domenica qualunque

Vediamo... cos'ho fatto oggi?
Sveglia relativamente presto, alle 8:30, finalizzata a fare una buona colazione: latte, nesquik e biscottini danesi dal sapore paradisiaco, quelli con le gocce di cioccolato sopra ma anche dentro.
Seguono illuminazione e memo per il futuro: cercare il video Disney "Paperino nel mondo della Matemagica".
Verso le 10 e mezza, entrata in chat e successiva visione via webcam della seconda parte dello sgombro di Punta Perotti a Bari, quindi rassegna stampa, spedizione di qualche mail, giro per eBay, controllo pecunia, ordine alla Free Books e... seconda illuminazione della giornata: perchè non cambiare l'avviso-sms del cellulare (ora ho un pezzo della sigla di Alias - di cui, diamine, non ho ancora visto le due puntate della settimana scorsa) utilizzando il fringuelloso fringuellio dei fringuelli di casa? Non ci avessi mai pensato... le canarie alla vista di telefoni e registratori si sono rifiutate di proferire suono, sicchè ho dovuto andare a caccia di qualcosa di simile su http://www.findsounds.com/, spulciare volatili di tutti i tipi e, una volta trovato il tono giusto, convertirlo in mp3.
Fatto ciò, ho scoperto che il mio telefono pzzdmrd non accetta gli mp3 come suoneria e ho dovuto rinunciare anche alla versione midi-convertita, che faceva a dir poco schifo. Nell'intraquando, parte del parentado s'era accorta delle mie losche manovre e ho dovuto installare suonerie cip-panti a due Motorola Razr V3 e a un V620.
Dato che s'era già fatto pomeriggio (in mezzo a tutto ciò ci sono stati pranzo e lavaggio piatti), ho potuto declinare un giro per Città Alta, dare vita alla saga del fake ma non troppo, sempre su IRC, scroccare la lettura di Strangers in Paradise 81 (in cui qualche pagina è stata davvero da magone), smaltire un po' di Spider-Man Collection. Quindi passare ai seguenti giuochi di società, durante i quali è stato un miracolo che non sia morta di sonno, in infantil compagnia: più volte per ognuno, briscola, domino, memory, il giuoco dell'oca e qualcos'altro che non ricordo causa catalessi autoindotta.
Infine, cena a base di ortaggiume vario... se non altro, tra una decina di minuti rai due delizierà gli spettatori con le ultime 4 puntate di 4400, di cui credo vedrò le prime due e registrerò le altre per un giorno di magra.[*]
Che vita eccitante & movimentata...

[*]edit post-visione -> parte conclusiva che si divide fra due Guai Mica Da Poco: da una parte legali, con l'NTAC che cerca e trova l'omicida di Jordan Collier, sbagliando persona ma costringendo Kyle ad autodenunciarsi, causa sensi di colpa; dall'altra sanitari, prima con una dei ritornati che durante le visite di routine infetta tutti i maschi presenti nella sede dell'NTAC con una specie di onde radio che li fanno diventare iperlitigiosi, poi con i 4400 che cominciano ad ammalarsi per un malfunzionamento del sistema immunitario e perdono ogni potere. Dopo alterne vicende, la malattia si scopre essere un effetto collaterale causato dalla somministrazione di un farmaco che, nelle intenzioni dei medici federali, doveva inibire il funzionamento del neurotrasmettitore responsabile di parte dei "poteri" dei ritornati.
Superati a fatica questi problemi, lo stupefacente finale di stagione: Shawn, una volta tirato fuori dal corpo del cugino quella specie di "possedimento alieno" che lo aveva costretto all'omicidio, si vede arrivare in ufficio una donna nuda che sostiene di essere Isabelle, tutto ciò mentre da qualche parte un tizio con abiti strappati, barba lunga e l'aspetto di un Jordan Collier vivo e vegeto, vaga per una spiaggia.
Che dire, se non che probabilmente provvederò a vedere le puntate (almeno le prima) della terza serie man mano che verranno mandate in onda quest'estate?

21 aprile 2006

Disgelo

Meriggio al cinematografo, in cui, tra una cosa e l'altra, la mia teoria del "se ci vado al venerdì pomeriggio, trovo poca gente a.k.a. santa pace" ha ricevuto una spallata: infatti proprio la proiezione de L'Era Glaciale 2 delle 17:15 era inclusa nel programma del compleanno al cinema di $bimbino/a.
Siccome non avevo voglia di tornarmene a casa con le pive nel sacco, ho fatto buon viso a urlante compagnia e mi sono fatta dare un posto cinque file più avanti/giù dei venti pargoli + 2 genitori (eh, sì: sono una delle poche persone che va a sedersi nel posto assegnato anche quando la sala è semivuota). Una volta in loco, mi sono dovuta parzialmente ricredere sulle feste al cinema: a parte lo starnazzio durante i trailer (tra i quali hanno mi hanno destato un certo interesse Cars e una specie di Cappuccetto Rosso reloaded) e gli accessi di risa alle battute più divertenti, i giovincelli hanno tenuto il livello di chiacchiere abbondantemente sotto il livello di guardia.
Il film...
...
...
...
Giuro e spergiuro che stavo scrivendo tutto un pippone con riassunto, critica alla qualità dell'animazione di alcune scene e rimandi ai temi della famiglia allargata e del superamento delle proprie paure, ma poi...
Cribbio, è L'era Galaciale, ci sono Sid, Manny, Diego e la mammuth che si crede opossum e i suoi fratelli pazzoni, la piena delle acque e il viaggio fino all'Arca di nessuno e la classica storia d'amore "prima non ti sopporto poi mi piaci" e gli avvoltoi che cantano e i bradipi nani con le danze e i sacrifici tribali... e soprattutto c'è Scrat un po' ovunque e ci si scompiscia dalle risa. E tanto basta.

20 aprile 2006

4400 - commenti & digressioni

(...continua)
Riprendiamo da dove abbiamo lasciato ieri con 4400.
Il rischio di questo genere di serie, per quanto sia strutturata in stagioni brevi che richiedono che la storia si sviluppi con una certa celerità fino ad arrivare al cliffhanger finale, è la ripetitività del modello della singola puntata: da qualche parte si verifica un evento fuori dell'ordinario, nel quale si scopre presto essere coinvolto uno dei ritornati, così gli agenti dell'NTAC vengono chiamati a supporto e finiscono per occuparsi della faccenda e per portarla a termine, in un modo o nell'altro, entro la fine della puntata. Questo, tenendo sullo sfondo o come argomento di stacco le faccende private/pubbliche dei protagonisti fissi.
In generale, questo tipo di autoconclusività è un modello classico che ha retto benissimo per decenni, ovviamente laddove è stato supportato da una serie di "casi della settimana" interessanti, curiosi, drammatici o coinvolgenti, e, più recentemente, da
un'idea precisa di come dovesse crescere l'ossatura della storia (a piccoli ma costanti passi verso il colpo di scena/spiegazione finale).
E qui regge? Abbastanza... tenendo conto che un ritmo un po' più serrato non guasterebbe e che non tutti i ritornati monopuntata riescono col buco: apprezzabile il serial killer che torna dopo 25 anni col potere di trasmettere le proprie pulsioni e colpe ad altri uomini, o l'ex medico complice di genocidio che cura difetti genetici prenatali a discapito del proprio dna, il commesso coi riflessi potenziati che diventa vigilante di quartiere finendo ucciso per eccessiva sicurezza ma "ispirando" gli abitanti della zona a uscire dal degrado o il tragico errore del ritornato che tenta di rivendere il proprio potere come dieta miracolosa (quest'ultimo interpretato da Robert Picardo); mentre altri casi, per quanto originali potessero essere, mi hanno "preso" poco: l'avvocato che uccide un collega scatenando piccoli terremoti di rabbia, il giocatore di baseball che viene riciclato come spia quando si scopre che legge gli altrui pensieri, l'insegnate/musa ispiratrice che incrementa i talenti nascosti di alcuni studenti o infine la portatrice sana di un terribile virus che si convince di essere l'angelo dell'apocalisse.

Menzione speciale per due puntate: "Life Interrupted", trasmessa in Italia domenica scorsa e "Wake Up Call, Part II", del 26 marzo.
Nella prima, che mi ha ricordato per certi versi l'ottima "The Inner Light" di TNG, Tom si sveglia in un mondo perfetto, in cui la sua famiglia è unita e felice e il suo lavoro procede a gonfie vele, senza traccia alcuna dei 4400. Superato a fatica lo stupore per questa realtà sfasata, scopre che l'unica altra persona consapevole della verità è Alana, una ritornata che in questo mondo è sua moglie, e l'unica altra cosa "diversa" è una porta nera all'interno di un museo, che si apre in un laboratorio che solo lui riesce a vedere. All'inizio i due, in imbarazzo per la convivenza forzata, cercano di venire a capo del problema ma, col passare del tempo, si scoprono fatti l'uno per l'altra e l'ambiente ideale in cui vivono gli fa presto dimenticare la vita precedente. Questo finchè, otto anni dopo, durante un ricevimento al museo, Tom non vede ancora il laboratorio dietro la porta nera e questa volta va fino in fondo, scoprendo che tutto quello che è successo
è un "regalo" per lui: il potere di Alana infatti le ha permesso di creare un mondo ideale, a partire dai desideri di Tom, e regalargli degli anni in cui conoscerla ed apprezzarla, in modo che potessano risparmiare tempo nella realtà. Nonostante la cosa possa sembrare una forzatura da parte dei rapitori, quando, dopo un drammatico addio, i due tornano al mondo concreto (ritrovandosi al quartier generale dell'NTAC con intatti i ricordi del tempo passato insieme) sembrano decisamente apprezzare.
Nella seconda, Tess Doerner, una ritornata affetta da schizofrenia e ricoverata in un ospedale psichiatrico (interpretata da Summer Glau), progetta la costruzione, con oggetti d'uso comune, di una specie di antenna, sostenendo che questa servirà a contattare dei fantomatici "loro": grazie a un insospettato potere dissuasivo che agisce su chi le è vicino, convince a lavorare all'antenna prima tutti i ricoverati, poi anche il personale del manicomio, gli agenti incaricati di mettere in quarantena l'edificio e perfino Diana.
Quando, dopo una corsa contro il tempo, la bizzarra costruzione viene ultimata, l'accensione del meccanismo non genera altro che un'onda di energia che non sembra avere effetti particolari, se non fare uscire tutti i presenti dalla smania costruttiva. Però, rispedita in camera la Doerner e ristabilito l'ordine all'istituto, gli esperti dell'NTAC scoprono qual è stato l'effettivo risultato: uno dei ricoverati
(nella persona di Jeffrey Combs) è guarito, uno studioso di neurologia e in particolare dei meccanismi che potrebbero sbloccare le abilità sopite della mente umana... in pratica, quello che si suppone sarà il precursore della tecnologia che ha permesso/permetterà in futuro la modifica dei 4400.

Come si vede dagli esempi e dall'impostazione della serie, il fulcro e il fattore scatenante di tutto è il paradosso temporale, stavolta osservato dal punto di vista di chi lo subisce, piuttosto che da quello di chi lo genera, storicamente foriero di emicranie.
Così almeno i protagonisti non devono preoccuparsi troppo delle devastazioni che un loro errore potrebbe causare in un futuro più o meno remoto: queste saranno o sono state affare di chi ha prelevato e rispedito indietro i 4400, che si suppone sia dotato di strumenti in grado di calcolare e prevedere gli effetti delle loro azioni.
La cosa sembra parecchio complicata, se si pensa che anche i ritornati non hanno idea di quale sia il loro potere e di come utilizzarlo per il meglio o che contingenze ed eventi casuali o, almeno a questo stadio di sviluppo dell'umanità, imprevedibili potrebbero mandare a monte uno degli ingranaggi della modifica elaborata dai rapitori... a meno che non si supponga che questi avessero solo un piano generico che prevedeva di mandare in un punto focale dell'evoluzione quante più variabili impazzite possibile in modo da ottenere dei cambiamenti di qualunque genere.
Quest'ultima cosa non sembra proprio il massimo della furbizia, soprattutto perchè trafficare col (loro) passato potrebbe rendere molto differente il (loro) presente e impedire quindi rapimenti e ritorni... il tutto in una specie di loop temporale infinito. A meno che l'intenzione non fosse quella altruistica di rendere migliore, e quindi evitare la supposta catastrofe, in uno degli infiniti mondi paralleli generati dalle differenti scelte dei differenti individui nel tempo.
...ma è chiaro che sto divagando, più che altro perchè l'argomento mi intriga.

Concludendo coi 4400, non rimane che da scrivere qualcosina sulla sigla, che ha decisamente un suo perchè e mostra varie scene "quotidiane" lasciate in sospeso dalla sparizione dell'attore: un libro rimasto su una panchina, l'acqua che riempie fino a fuoriuscirne la vasca da bagno, una sigaretta che si consuma, una casa abbandonata che si riempie di crepe... il tutto sul brano "A Place In Time" dei BossHouse, un blues che tende a diventare ipnotico, soprattutto se lasciato in sottofondo a ripetizione mentre si scrive questo post.

19 aprile 2006

4400 - intro & storia

Una volta la fantascienza non mi piaceva, più che altro per partito preso.
Poi sono stata spinta a concedere un'occasione a Star Trek - The Next Generation, la qual cosa mi ha aperto la mente come nessun'altra fino ad allora.
Quindi, passando da una serie all'altra (in particolare Deep Space Nine) e allargando la visuale a carta e celluloide, ho finito per prendere gusto alle varie emanazioni del "genere".
Anche se sono passati anni (e centinaia di altre puntate e altri credits) alcuni nomi continuano a risultarmi familiari, tant'è che quando ho visto tra i produttori esecutivi di 4400 Ira Steven Behr e Renè Echevarria, quest'ultimo anche co-creatore insieme a Scott Peters, la cosa mi ha ispirato una certa fiducia.
Complice la felice messa in onda della prima stagione (cinque episodi di cui il pilot doppio) da parte di Rai Due, in diretta concorrenza con un paio di serate di Sanremo, sono riuscita a vederlo senza dover ricorrere al videoregistratore e a farlo piaciucchiare perfino a mia sorella, che di solito è estremamente refrattaria a qualunque cosa risulti avere spiegazioni fuori dalla realtà contemporanea. Anzi, non ha fatto il minimo problema a vedere anche la seconda, quando è stata mandata in onda appena un mese dopo (e nonostante domenica scorsa le abbia dovuto spiegare almeno due volte com'era organizzata quella che credo sia la migliore puntata vista finora).

La serie comincia con una cometa che inaspettatamente si avvicina alla Terra... anche troppo, tanto che viene presa a missilate da mezzo mondo, ma senza fermarla. La ragione? Questa "cosa" non è una cometa, ma una non meglio specificata sfera di luce che rallenta la sua corsa fino a dissolversi su un lago nel Nord America, lasciando sulla riva 4400 persone scomparse negli ultimi 60 anni, fisicamente uguali a com'erano al momento della sparizione e senza alcun ricordo di cosa sia successo da allora.
Dopo la quarantena, il processo di reinserimento in società, relativamente semplice per le persone scomparse pochi anni prima e più complesso per quelli rapiti da parecchio tempo, viene messo a repentaglio dalle caratteristiche a dir poco singolari che alcuni dei ritornati hanno sviluppato ovunque fossero finiti.
Il compito di tenerli d'occhio e fare in modo che non diventino pericolosi viene assegnato agli agenti della Sicurezza Nazionale (NTAC - National Threat Assessment Command) Tom Baldwin e Diana Skouris, che ben presto si ritrovano coinvolti personalmente nelle vite dei 4400.
Uno dei ritornati è infatti Shawn Farrel, il nipote di Tom, rapito tre anni prima mentre era in campeggio con il cugino Kyle e ora dotato della capacità di manipolare la forza vitale altrui, mentre Maia Rutledge, una bambina scomparsa nel 1946 e ora in grado di prevedere il futuro, viene adottata dopo alterne vicissitudini dalla stessa Diana.
Col procedere della prima stagione, si delinea quello che sarà lo sviluppo della serie: alle vicende di alcuni personaggi principali, si alternano via via quelle dei ritornati i cui poteri arrivano ad uno sviluppo tale da attirare/necessitare l'attenzione dell'NTAC.
Tra i personaggi ricorrenti, Richard Tyler e Lily Moore:
pilota di colore scomparso nel 1951, lui, e moglie e madre la cui famiglia si è rifatta una vita dopo la sua sparizione nel 1993, lei, si scopriranno innamorati prima ancora che genitori di Isabelle, una neonata che riesce con le buone o le cattive a convincere gli altri a fare ciò che vuole e che desta l'interesse di Jordan Collier, costringendoli a una lunga fuga. Quest'ultimo, ritornato a due anni dalla scomparsa, milionario e imprenditore di successo, intuisce le potenzialità dei 4400 e fonda prima un quartiere dove farli vivere al riparo da quelli che sono loro ostili, quindi un centro d'assistenza per loro e per quanti volessero abbracciarne la filosofia.
Il figlio di Tom, Kyle Baldwin, entrato in coma contemporaneamente alla scomparsa del cugino e da questo risvegliato dopo la ricomparsa, sarà fondamentale per capire chi abbia orchestrato il rapimento/ritorno di tante persone: a lungo confuso, come se non capisse bene dove si trova, il suo corpo risulta essere abitato dalla personalità di uno dei rapitori che nel finale della prima stagione spiega a Tom che quello attuale è un punto focale della storia dell'umanità e i 4400 sono stati prelevati da esseri umani del futuro e rimandati indietro modificati perchè possano con le loro azioni influenzare lo sviluppo degli eventi successivi impedendo così una grave catastrofe.
Scoperto Il Grande Perchè, la seconda stagione comincia un anno dopo e vede una certa normalizzazione nelle vite dei personaggi principali, il proseguimento delle loro storie e contemporaneamente saltar fuori un ritornato
a puntata, con guai annessi e connessi... almeno finchè Kyle non scoprirà di non ricordare alcune ore della sua vita durante le quali, tra le altre cose, ha anche assassinato Jordan Collier, costringendo Shawn a prendere le redini del Centro.
Questo è, a grandi linee, quanto successo, quando mancano da trasmettere le ultime 4 puntate della seconda stagione e la terza è in programma negli Usa per questa estate.

E, siccome mi sembra che per un post solo sia più che sufficiente, commenti, digressioni e riassunti delle puntate più notevoli, passano al prossimo.
(continua...)

16 aprile 2006

Di uova, torte e bambole celesti

Secondo il calendario, e secondo un certo numero di sms molto simili fra loro che ho ricevuto oggi, è Pasqua.
Il che in pratica si traduce nello schivare tot persone che vorrebbero che andassi a Messa con loro, nel declamare banalità telefoniche a un po' di parenti che faccio fatica a ricordare che faccia abbiano, nello scambiarsi dociumi vari ed eventuali con gente in zona , nel sopravvivere al pantagruelico "pranzo delle feste" e nel lavare tutto quanto utilizzato per la preparazione dello stesso. Non stupisca quindi che, dopo aver iniziato a pranzare alle 13:30, arrivi solo adesso a scrivere...
Almeno c'è di buono che ormai i miei gusti sono noti: mi sono arrivati infatti soldi e cioccolato fondente con percentuali dal 60 al 72 per cento di cacao, quindi non mi posso lamentare.
Tanto per rendere ancor meno riposante la giornata, oggi ricorre anche il compleanno di mia nipote; di conseguenza, oltre all'esborso di euro 100 (per la precisione, 80 in contanti e 20 in ricarica del cellulare... e compie 7 anni), mi toccherà partecipare alla festa pomeridiana e non mangiare i cari pargoli urlanti la cui presenza è assicurata, ma la torta.
Bah...

Però qua attorno aleggia ancora la beatitudine visiva conseguente alla Lettura di ieri, nonchè terzo punto del titolo di questo post -> Sky Doll, vol. 3: La città bianca (di Alessandro Barbucci e Barbara Canepa).
Riassunto, conciso ma non troppo e rigorosamente [SPOILER] per chi non avesse ancora letto il volume:
L'inizio vede i nostri, reduci dallo sterminio delle aquariane con le rispettive certezze piuttosto scosse, arrivare su Gatamagra (dove è stata organizzata una maratona mediatica celebrativa) e ritrovarsi trascinati nello show di Frida Decibel come ospiti d'onore.
Mentre Noa viene arruolata come ballerina dalla vulcanica presentatrice (conoscendone anche la figlia, Cleopatra) e Jahu e Roy, quest'ultimo in versione neo-cinico, continuano a litigare, a Johanna infuria la guerra civile.
Con l'organizzione della Papessa che mantiene un'apparenza di potere millantando colloqui con la città bianca (che aveva abbandonato il resto del pianeta dopo al deposizione di Agape) e quella dei ribelli che prepara qualcosa per la sera, l'apertura scoppiettante dello speciale "Holy Mission" è solo l'inizio. Se da un lato infatti i due "eroi" vengono risucchiati nei meccanismi televisivi da spettacolo ad ogni costo, con tanto di istigazioni alla lite, intervista alla maestra delle elementari di Roy e danza ispirata alla scomparsa moglie di Jahu, Noa riesce a sfuggire per un pelo all'avanguardia dei ribelli agapiani.
Questi ultimi sono infatti intenzionati a sequestrare l'intero studio tv e a dichiarare guerra a Lodovica direttamente via etere. E non solo: tra una dichiarazione e l'altra, uno dei sequestratori spara alla testa di Roy, uccidendolo però solo in apparenza dato che, grazie al successivo intervento di Noa, questo si salva senza un graffio o quasi. Così il Miracolatore, che sta seguendo tutto in diretta tv, riconosce in lei "sua figlia" e ordina che venga portata su Papathea.
Infine, dopo una chiacchierata con Cleopatra, che la mette di fronte alla scelta tra le altrui aspettative e il salto nel buio, Noa sceglie quest'ultimo e, grazie a una provvidenziale cascata di scropi (gli animaletti bianchi da compagnia che saltano fuori da tutte le parti) che distrae un po' tutti, il volume si chiude con la fuga dei nostri verso un incerto futuro.
Questi, gli eventi... da notare che per scrivere il riassunto ho avuto bisogno di una seconda rapida lettura perchè alla fine della prima avevo gli occhi fuori dalle orbite per quanto erano belli i disegni e i colori, ma ricordavo ben poco della storia.
Ecco, non so quanti siano i fumetti che (ovviamente, fatti salvi i gusti personali) hanno delle illustrazioni così belle, così curate, così ricche di dettagli, colorate magistralmente e in cui ogni vignetta è una singola opera d'arte che necessita, anzi, pretende d'essere ammirata con attenzione... che si perde il filo della storia per guardarle.
Per me, Sky Doll lo è.
E, anche se ci sono voluti cinque anni e mezzo per avere tre volumi (su un totale di 6 preventivati) e ne sono passati quattro dal secondo al terzo... vale la pena aspettare, assolutamente.

Piesse: a proposito di illustrazioni notevoli, alla fine dell'edizione italiana (della Pavesio, quella francese è della Soleil) c'è una piccola galleria di omaggi di artisti nostrani che reinterpretano i protagonisti a modo loro... quel che si dice una ciliegina su una torta già estremamente golosa.

14 aprile 2006

La cicala e basta

A mille ce n'è, nel mio cuore di fiabe da narrar (da narrar)
venite con me, nel mio mondo incantato per sognar (per sognar)...

Buon pomeriggio, bambini. Oggi vi parlerò della cicala. Come? Volevate anche la formica? Peccato, ce la siamo rivenduta su ebay con tutto il formicaio, dentro un parallelepipedo pieno di gel spacciato per simpatico hobby.
Dicevo... la cicala è facilmente riconoscibile per la cosiddetta alternanza economica in cui vive: per il 99% del tempo non ha soldi ed è in cerca di un modo per stare nelle spese/non morire di fame e per il restante 1% ha soldi e li spende a gran velocità e con altrettanta soddisfazione.
Alcune cicale sono nate così, altre lo sono diventate con l'età (e la scoperta/coltivazione di qualche passatempo teoricamente innocuo) e a volte si chiedono come facevano una volta a mettere tanti soldi da parte, per non trovare poi risposta, data l'attuale forma mentis da cicala.
Dato che la fiaba odierna ha assunto, volenti o nolenti, la forma di documentario, prendiamo una cicala (del secondo tipo) a caso e vediamo come, tra la pasqua imminente e un giro in fumetteria, ha dilapidato un po' di pecunia senza il minimo pentimento:
* uova e dolciumi vari per $gente: 47,19 €
* Runaways, vol. 1 + Y, l'ultimo uomo, vol. 6 + Devil, Redenzione + 20th Century Boys, vol 19 + Detective Dante, n° 3, 5, 6, 7, 9 + il tanto atteso Sky Doll, vol. 3: 65 €
E pensare che stamattina la nostra cicala era contenta perchè disponeva ancora di 150 € dopo aver fatto l'ultima pazzia. [*]
Per oggi è tutto, cari bambini. Andate pure a letto a sognare teneri orsetti e candidi pulcini, ma prima ricordate di lavarvi i denti.

...non serve l'ombrello, il cappottino rosso e la cartella bella per venir con me
basta un po' di fantasia e di bontà (e di bontà)

[*] di questa vi narrerò nella prossima storia

13 aprile 2006

Il potere logora...

...ma è meglio non perderlo, come ha avuto occasione di scrivere uno che la sa lunga, ma tanto lunga che è riuscito a farsi assolvere dalle accuse per associazione mafiosa perchè "il reato è estinto per prescrizione".
E come sa bene messer B, che si è scoperto ancor di più nel suo completo disprezzo per la cosa pubblica e nel suo altrettanto completo interesse personale nel governo della stessa, chiedendo prima un esecutivo allargato alla "tutti insieme appassionatamente" e, una volta che questo gli è stato rifiutato dal curato giulivo, chiedendo non solo le legittime verifiche e assegnazioni dei voti contestati, ma pretendendo anche il ricontrollo di quelli nulli, perchè i risultati "devono cambiare".
E se nel frattempo il paese è nell'incertezza e gli obblighi di bilancio incombono ma vengono posticipati causa vuoto di potere, chissenefrega.
In altre nazioni, fair play avrebbe voluto una ammissione di sconfitta e una corretta opposizione, ma figuriamoci...
L'ho già detto che a me questo genere di comportamenti fa paura? Bah, cerchiamo di risollevarci l'animo con l'humor tipicamente inglese con cui l'Independent informa dei più o meno risultati elettorali e dell'altro grande avvenimento della settimana: la cattura, finalmente, del capomafia Provenzano, dopo decenni di latitanza e a due km dalla sua città.


Uh, a proposito di politica, stamane ho finito il secondo volume di Ex Machina: disegni (di Tony Harris) un po' troppo "costruiti", come nel primo volume; storia (di Brian K. Vaughan) sempre ottima, con uno sviluppo graduale tra flashback pre-elezione del sindaco Hundred e presente, con lo stesso alle prese con le conseguenze che l'artefatto alieno che lo aveva reso Macchina Suprema ha generato interagendo con la paranoia post 11 settembre dell'agente dell'NSA che si occupava del suo caso. Il tutto narrato in maniera articolata e coinvolgente, svicolando tra i piccoli e grandi problemi del primo cittadino di New York, fino a una conclusione inattesa ma pienamente plausibile.

11 aprile 2006

Politiche 2006: day after

I giornali di stamattina, a parte quelli palesemente schierati che tiravano acqua ai rispettivi mulini, andavano dall'incerto totale al timidamente convinto a circonlocuzioni sintentizzabili in "più o meno ha vinto Prodi".
In compenso, nelle varie trasmissioni-fiume che hanno imperversato per gran parte delle tv, si è detto tutto e il contrario di tutto, con politici che facevano il giro delle sette reti e sondaggisti che biascicavano scuse per il palese flop delle proiezioni (chissà quanto ha pagato la Rai per le cavolate fuori dalla realtà che le hanno spacciato per exit poll).
Inutile dire, perchè volenti o nolenti la cosa ha toccato un po' tutti, quante oscillazioni [*] ci sono state nelle (prime) 12 ore in cui i risultati sono affluiti al Viminale con velocita tutt'altro che apprezzabile, fino a che Prodi & co. hanno avuto la ragionevole certezza di aver "vinto" abbastanza da dichiararlo alla piazza di gente che aspettava.
Per non parlare di Berlusconi, che ha aspettato a dichiararsi non sconfitto (non sia mai che molli la poltrona tanto facilmente) ma in attesa di verifiche o di una Grande Coalizione o che qualcuno gli passasse una macchina del tempo per far sparire la sua legge elettorale, fino alle sette di stasera.
In definitiva, salvo riconteggi futuri, il csx ha vinto 347 a 281 alla Camera, con distacco percentuale misero e grazie al premio di maggioranza tanto voluto dal cdx in sede legislativa, e 159 a 156 al Senato, con un enorme debito nei confronti del semi-plebiscito degli italiani all'estero. Questi ultimi, forse liberi dal bombardamento mediatico locale, forse con un punto di vista più lontano e quindi più oggettivo, forse perchè condividono parte della disistima che si è sviluppata verso la gestione dell'azienda-Italia negli ultimi anni, hanno praticamente salvato il didietro al Paese, permettendogli di avere un futuro governo traballante quanto si vuole ma, quando a ranghi parlamentari serrati, con il vantaggio dei numeri anche al Senato.
Noi stivalici...anzi, circa metà di noi, hanno dimostrato un misto di scarsa memoria, cecità e creduloneria da meritarselo quasi un secondo governo Berlusconi di fila.
Per fortuna, e per altrui lungimiranza, pare che per stavolta l'abbiamo scampata.
Ora però si pone un bell'interrogativo, a cui solo il tempo potrà dare risposta: ce la farà il prossimo governo Prodi a fare qualcosa di buono per l'Italia?

[*] le mie personali oscillazioni negli ultimi giorni:
sabato: ottimismo moderato, giorno di silente silenzio, così possiamo metterci una mano sulla coscienza e una in tasca e pensare a quanto di utile ci è venuto dagli ultimi 5 anni e a quanto ce ne verrebbe da altri 5 simili;
domenica: ottimismo deciso, affluenzona, questi sono tutti sinistroidi che vengono a cacciare B. & Co. con tanto di ulivo in mano;
lunedì prima dello scrutinio: attesa fremente, daidai che ci siamo quasi, la storia siamo noi, siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere, e poi la gente (perchè è la gente che fa la storia) quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare;
lunedì durante lo scrutinio: paura, ma porca l'orca, sembravano tanto simpatici e ora che sono 'ste percentuali da spavento per il centrodestra, speriamo che sia un caso isolato;
lunedì tardo pomeriggio: confusione, ma che cazzo succede, com'è che gli exit poll dicono una cosa e i dati un'altra, ma dovevamo stravincere;
lunedì sera: rabbia, che schifo di italia, che cavolo siete andati a votare, avevamo la possibilità di affossarli e questi rivincono, San Marino è abbastanza estero, chissà;
lunedì, alle 21: stanchezza, basta, vediamoci Lost, un paio d'ore per pensare ad altro o qui si danno i numeri;
lunedì, tarda serata: delusione, ma che diamine, dove sono gli scrutini definitivi, perchè ci mettono tanto, non si può restare cinquanta e cinquanta, che razza di governo ne viene;
a cavallo tra lunedì e martedì: inquietudine, non ne posso più di vedere politici che starnazzano, me ne vado a letto sperando di svegliarmi in un paese migliore;
martedì: leggero sollievo, grazie italiani all'estero, ci fate un gran regalo anche se non ce lo meriteremmo, speriamo che resti tutto così.

10 aprile 2006

Politiche 2006: giorno tre

Mattinata di abbiocco galoppante, questa: sbadigli in quantità industriale pervenuti da tutti i seggi e vasti movimenti migratori in direzione distributori che, essendo questa una scuola superiore, offrono una buona varietà di prodotti.
Dopo l'afflusso ininterrotto di ieri, siamo arrivati sopra l'80% poco prima che me ne andassi con un paio di decine di elettori spalmati in 4 ore... cosa più interessante della mattinata, un dibattito "spiaggia libera vs. villaggio turistico", con tanto di spin off sull'itinerario della prossima-al-varo Costa Concordia e sui costi delle crociere in oriente.
Dato che stiamo anche tenendo aggiornati tutti-ma-proprio-tutti i conti di elettori, votanti, votanti solo per la Camera, schede vidimate e non vidimate avanzate e che tutto quadra, senza nemmeno una scheda finita nell'urna sbagliata, se non ci saranno troppe contestazioni sui voti, dovrei fare perfino in tempo a passare in Posta per depositare l'assegno del Comune prima che chiuda.
Boh, speriamo...

Edit delle 18:49 -> Tutto fatto e tutto (tecnicamente) bene, con numeri che coincidevano al millesimo e nessuna contestazione. Quanto ai risultati, nella sezione ** il centrodestra ha preso un cosiddetto botto di voti, più al Senato che alla Camera. Noi, ma anche gli altri seggi della scuola, abbiamo finito e impacchettato per le 17:30 ma, complice il pioggione che sta ancora venendo giù, abbiamo perso un mucchio di tempo nel traffico per portare le bustone al centro di raccolta.
Per il resto del Paese... boh, si vedrà, ma non butta particolarmente bene: se le proiezioni verranno confermate, si potrebbe avere un governo di csx, ma mica tanto stabile -.-

09 aprile 2006

Politiche 2006: giorno due

Dato affluenza: alle 12 ha votato in media il 17,6 per cento degli aventi diritto.
Noi-città si è stati ben più solerti con un 22,2% e noi-seggio ** qualcosina di più, con un 25,4% calcolato con le mie mani d'oro (e la mia calcolatrice di plastica).
Insomma, pare che il civico sentire non manchi... come non sono mancate le solite b'zzeffe di incartamenti in duplice, quando non triplice, copia.
Per il momento (e con i dovuti scongiuri), non è capitato niente di insolito: niente contestatori, niente vip, niente persone con magliette in cui ci si autoproclama coglione, niente gente che strappa la scheda perchè ha sbagliato a votare. Solo un po' di gente che si è lamentata della scarsa qualità delle matite e della non troppa leggibilità delle schede.
Che altro... un paio di elettori a rotelle e un altro paio che non avevano la tessera elettorale aggiornata all'attuale residenza.
E, a parte il rappresentante dei DS che ha deciso di passare tutto il giorno nella scuola, firmare il firmabile e saltare da un seggio all'altro dando pareri non richiesti, gli altri non si sono visti nemmeno per sbaglio.
Al momento sono in post-pausa-pranzo, avendo compilato la massima parte delle scartoffie.
Magari in serata aggiungo la percentuale dei votanti di oggi.

Edit delle 22:19 -> Qui-qui siamo oltre il 74% e diamo la polvere (elettorale ma anche di gesso) alla media italiana: gli elettori della zona sono particolarmente solerti... a dire il vero non c'è stato un solo momento in cui si potesse dire "Che du'palle, mi annoio" e anch'io, quando ho finito di compilare ogni cosa umanamente compilabile prima dello scrutinio, ho avuto il mio bel da fare a timbrare schede e certificati elettorali.
E abbiamo avuto pure il vip: nientemeno che un Ministro del Governo, nelle fattezze di Gianfilippoluigiarmandogenoveffomirko Tremaglia che, in compagnia di fratello e sorella, ha provveduto a stringere mani e ad informarsi sull'affluenza degli elettori.
Nient'altro da segnalare.

08 aprile 2006

Politiche 2006: giorno uno

Posto che la convocazione dei facenti parte del seggio n° ** era alle 16:00 e che la dirighenzia dello stesso è uscita di casa alle 15:30, a che ora l'intero corpo scrutatorio stava già aprendo la cassa da morto con dentro il materiale e provvedendo a firmare il firmabile?
Alle 15:50, con ben dieci minuti d'anticipo, a testimonianza di quanto siano ligi al dovere i tipi che abbiamo beccato. Non vorrei ringiulivirmi troppo prima di avere in mano l'assegno, ma mi sa che questa volta, a giudicare anche dalla velocità timbratoria e dal fatto che non volessero fare turni ma fossero disposti a restare al seggio per tutto il tempo, si farà abbastanza presto con lo scrutinio.
Inoltre, nonostante in Comune avessero detto che erano stati privilegiati i giovani disoccupati, lì in mezzo la più giovane sono io... si mormorava anche che i partiti avessero avuto una certa voce in capitolo nella scelta degli scrutatori: non mi pare che sia il massimo della correttezza, ma a occhio uno o due di questi potrebbero anche esserlo (domani vedrò di indagare).
Approfittandosi dell'essere stata assegnata in un'aula della scuola dove lavora, la presidente aveva supervisionato già al mattino alla sistemazione della classe, così non abbiamo dovuto far nulla di più faticoso dell'affiggere in maniera non troppo sbilenca i lenzuoloni con le liste.
Infine, i temuti rappresentanti di lista hanno fatto apparizioni-lampo: la signora-bene di Forza Italia è passata a portare la nomina e ha detto "ci rivediamo lunedì" e il simil-Briatore della Lega ha fatto un rapido giro di strette di mano con tanto di "mi fido, mi fido" e si è involato verso altri lidi.
Tant'è che, fattesi le 17:30 e avendo avuto anche tempo per istruire i nostri sul "come si fa a far votare", abbiamo incartato finestre e porta e ce ne siamo andati a fare ognuno i cavoli propri.
Il tempo di depositare mia sorella alla Coop (da brava presidente/comunista/infiltrata/ecc), di passare in edicola a prendere John Doe 35 e in fumetteria per scoprire che il 100% Runaways ordinato tempo fa non è ancora arrivato, ed eccomi all'ovile.

07 aprile 2006

Oooooooh, stupore

In-cre-di-bi-le.
Ho appena finito di parlare al telefono con la mia mamma.
E fin qua...
Con la mia cattolicissimissima mamma.
'mbè?
Che ha passato svariati minuti in una tirata a favore della legge sull'aborto, del riconoscimento delle coppie di fatto, sull'importanza dell'uso del preservativo e su come la chiesa non dovrebbe impicciarsi degli affari dello stato, concludendo con "non penso mica con la testa di Ruini, io". Per non parlare degli epiteti che ha rivolto verso Calderoli, secondo cui "chi vota sinistra compie peccato mortale"...
E pensare che a casa dei miei non è mai stato permesso, non dico eccedere, ma nemmeno buttare lì una "parolaccia" ogni tanto.
Tanto per chiarire quanto sinistroide può diventare un'ex democristiana/menefreghista, pare che mercoledì abbia anche provveduto a rifiutare un volantino di Forza Italia da parte del non-più-Ministro Prestigiacomo in persona (che s'era appostata al mercato coi suoi colleghi)... e le ha detto pure bene, al fu-Ministro: se l'avesse beccata mio padre (altro ex democristiano/menefreghista) sarebbe stato ben poco cavalleresco.

Se non altro, con oggi finisce questa cavolo di campagna elettorale della quale, non so il resto degli italiani, ma io ne le cosiddette piene... non che ci sia tanto da rallegrarsi, dato che da domenica si ricomincia con dichiarazioni, insulti et similia ma almeno un giorno di calma ce lo siamo guadagnato.

06 aprile 2006

MI-BG, V&E, WC

No, oggi non è la celebrazione mondiale dell'acronimo, e neanche ho disimparato la scrittura per esteso: l'ammasso di lettere che titola il post non è poi così insensato, in quanto riassume gli eventi salienti della giornata odierna.
Il da #fare consisteva nell'arrivare a Milano, incontrare un amico che non vedevo (di presenza) da un pezzo e andare insieme in fumetteria, e tornare indietro. Facile? Portare a termine la parte centrale del programma, sì; fare lo stesso con la parte iniziale e quella finale, non proprio.
Le prime avvisaglie del non essere sotto lo sguardo benevolo del nume tutelare del pubblico trasporto le ho avute quando, presentatami per tempo in stazione, un non meglio precisato guasto elettrico mi ha fatto concludere che, qualora non avessi voluto collezionare troppo ritardo, avrei fatto meglio a prendere l'autobus. Ma questo rientra più o meno nel novero delle "cose che capitano".
Seguendo l'ordine temporale degli eventi, c'è poi stata la visita a Milano Fumetto (nuova sede, praticamente di fronte alla precedente) ove posso dire di aver economizzato, prendendo solo l'artbook di Wondercity, Strangers in Paradise pocket 5 e Megatokyo 1 (di cui nulla so, tranne che mi è stato caldamente consigliato).
A seguire, un paio d'ore di aggiornamento su chi-cosa-come-dove, ultime letture, ultime visioni, restituzione/prestito [*], con cappuccino annesso.
Tutto bene, quindi? Come meglio non si poteva.
Ma c'era ancora da tornare alla base e stavolta, oltre al nume del trasporto, anche quello delle scelte giuste era girato dall'altro lato. Infatti, arrivata a Garibaldi, tra treno e autobus, ho scelto di nuovo quest'ultimo finendo, tra l'imbottigliatissimo traffico in uscita da Milano e tutta una serie di code sull'A4, per percorrere meno di 60 km in due ore.
Le due ore le ho passate leggendo:
a) W.i.t.c.h. #61, che temo necessiti di una seconda lettura, perchè non c'ho capito una mazza;
b) Wondercity "special artbook n° zero - i talenti" che vanta, nell'ordine: un titolo chilometrico, una sessantina di illustrazioni opera di un'altrettanta sessantina di artisti italiani e non, alcune delle quali hanno fatto storcere il naso alla mia vicina di sedile che sbirciava senza darlo troppo a vedere, e infine una rilegatura (nonostante abbia esaminato tutti i volumi presenti in negozio e preso quello fatto meglio) non proprio perfetta che però ha avuto l'indubbio merito di farmi passare tempo a scollare le pagine fra di loro; [**]
c) il famigerato manuale di istruzioni di cui al post precedente.
Da notare che, fatte che si erano le 20.55, ho telefonato a casa per farmi registrare le puntate di CSI, deliziando i passeggeri vicini col seguente dialogo tra la persona che si occupa degli aggeggi tecnologici di casa e la persona che non si occupa degli aggeggi tecnologici di casa: "Ciao, sono io; senti, non è che potresti registrare su Italia Uno? Sì, la videocassetta c'è e il canale è già impostato, devi solo accendere il videoreg... sì, ti dico come: col tasto che sta in alto a sinistra nel telecomando.. ecco, 'Function'. Poi schiacci il tasto per registrare e lasci che vada avanti da sol... NO! PLAY NO! REC! No, adesso stop, poi rec. Ok, grazie, ciao."
Il tutto per scoprire, ma solo all'arrivo, che la messa in onda era stata posticipata causa "diario elettorale" che, a occhio, dubito sarà stato molto gradito dall'authority per la par condicio.

[*] non ho più scuse per non conoscere gli eventi dei primi anni dell'Uomo Ragno: da oggi mi ritrovo in mano una dozzina di Spider-Man Collection.

[**] edit-del-giorno-seguente... dopo averlo esaminato con una luce migliore, quelli che più si sono fatti notare sono: la spassosa reinterpretazione della copertina del n° 1 ad opera dei Dentiblù e quella in stile maya di Joseph Vig, i protagonisti in versione furry di Vanessa Santato, i cattivi sogni di Alfio Buscaglia, il manifesto jazz di Carin Marzaro, i professori di Daniele Rudoni e infine l'automobile di Giovanni Rigano (sì, ci sono anche Roary e il gigante, ma la macchina...)

05 aprile 2006

Politiche 2006: prequel

Diciamolo subito, così ci leviamo il pensiero: la mia eminente persona parteciperà alle prossime elezioni, come fa ormai da anni, in versione scribacchin... segretaria, in una non meglio riferita sezione elettorale della città dei mille.
A seguito di ciò, torno or ora dalla riunione informativa per presidenti e segretari di sezione tenuta dagli "esperti del Comune".
IO torno or ora, mentre, per come si sono messe le cose, diversi altri ne avranno fino a chissà quando.
Infatti i presidenti più romp... attenti e ligi al dovere, ovvero quelli arrivati in anticipo al solo scopo di sedersi in prima fila, non contenti dell'ora di spiegazioni assortite partorite con il dovuto dolore dagli addetti, si sono messi d'impegno per tenere almeno un centinaio di persone chiuse in uno stanzone fino a quando non avranno eviscerato ogni minimo particolare della procedura elettorale.
Per di più, buona parte di quella gente l'avevo già vista al cento cittadino dove si consegnano le buste con schede e amenità varie alla fine dello spoglio, il che vuol dire che avevano già una certa esperienza e non era proprio necessario che stessero a questionare su ogni virgola del manuale d'istruzioni... vabbè, contenti loro...
Invece noi, e per noi intendo la mia sorella maggiore-maggiore-maggiore nonchè presidente ed io, ce la siamo svignata assieme ai primi gruppetti di gente che si riteneva sufficientemente informata.
A parte le novità pratiche della nuova legge elettorale (che, se tutto va bene e nessuno contesta nulla, ci faranno concludere lo spoglio prima del solito), buona parte del tempo è servito per ricordare ai presenti di non dare troppa corda alle carriolate di rappresentanti di lista che si presenteranno ad assistere e in particolare:
a) di non attaccare briga ma affidarsi alla segreteria elettorale per dirimere le dispute;
b) di controllare benebenebene che i rappresentanti in questione abbiano tutte le credenziali per stare nei seggi;
c) di tenerli d'occhio affinchè non sbircino nelle liste dei votanti e non prendano nota dei nomi degli stessi (questione di privacy).
E questo è più o meno tutto... adesso mi ritrovo con 265 pagine di "Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione" a cui dare un'occhiata ogni tanto da qui a sabato pomeriggio.

04 aprile 2006

Final destination 123stella

Come dicevo una serie di post fa, non è che mi facciano proprio impazzire i film in cui non s'ingabbia il colpevole, alla fine... ogni tanto però me ne concedo qualcuno.
In particolare Final Destination & seguiti, una volta capito che chi li scrive non ha la minima intenzione di distaccarsi dal procedimento inaugurato col primo, più che horror si rivelano degli "esercizi di mortalità creativa".
La storia di base, per la terza volta, è sempre quella: dei giovini stanno per andare da qualche parte/fare qualcosa di apparentemente normale, comune e scarsamente pericoloso quando uno di loro ha una premonizione catastroficissima a seguito della quale da di matto e viene cacciato, assieme ad alcuni di quelli che gli sono vicini. Puntualmente quanto presagito si avvera e, mentre gran parte di quelli che sono scampati alla morte riprendono la loro vita, finendo però uccisi in incidenti un po' strani, colui/colei che ha avuto la premonizione, ancora scosso/a per l'accaduto, intuisce che è la morte stessa che sta procedendo a mietere le sue vittime predestinate, seguendo l'ordine di posti (e di trapasso) dei morituri.
Nel primo c'era da seguire con una certa curiosità, oltre alle varie casualità che portavano a compimento il destino dei sopravvissuti, tutto il processo intuitivo che portava il Nostro Protagonista alla convinzione di non essere semplicemente paranoico ma di avere a che fare con la signora con la falce e come, una volta appurato ciò
, i pochi che restano si diano da fare per interferire col processo, cercando di passare il turno.
Nel secondo si è voluta mantenere una certa continuità, dato che alcuni di quelli che hanno scampato l'incidente automobilistico arrivano a capire abbastanza presto come funziona la cosa e ad affidarsi per consigli da esperta all'unica non-vittima dell'incidente aereo del primo film riuscita fino ad allora ad evitare la fine... manco a dirlo, anche questi schiattano senza pietà.
Certo che, arrivati al terzo, la desolante mancanza di originalità della storia comincia a stancare: questi vanno perfino a guardarsi in internet com'è andata le volte precedenti.
Forse se ne sono accorti anche quelli che ne hanno curato la produzione, visto che in effetti qualche tentativo di inserire elementi più originali c'è: le fotografie scattate la sera del disastro che contengono indizi sul tipo di dipartita che aspetta gli occupanti dell'ultimo vagoncino delle montagne russe, ad esempio, o ben due premonizioni condite di effetti special-catastrofisti di buon impatto o (e qui non ho capito che cavolo c'entrasse, se non per un "infiliamoci l'undicisettembre, che fa tanto scuotimento di coscienze") un accenno all'ombra dell'aereo che sta per infilarsi dentro una delle torri gemelle appena prima che lo faccia. Di buono c'è anche che, appurato che non servono tante spiegazioni per quel che sta accadendo, il film si sviluppa con un buon ritmo e, a parte l'inizio un po' lento, senza momenti troppo noiosi.
Concludendo, se nel finale si vuole cercare per forza un messaggio, stavolta non è il "daidai, che a forza di interferire la scansiamo" del primo o l'"almeno proviamoci" del secondo, ma qui ci becchiamo una protagonista che s'è stufata di combattere l'improcrastinabile e, alle prese con la seconda premonizione, risponde con un "No, tutto bene" a chi le chiede se ci sono problemi, apprestandosi a chiuderla lì.

03 aprile 2006

Primavera del [censura]

Ah, la primavera...
La natura che risorge dal freddo inverno in un tripudio di suoni e colori... il lieto venticello che porta fino in città l'olezzo dei prati... il sole che si sveglia con noi e non ci lascia fino a sera, rallegrandoci con una cascata di luce a calore...
Non si potrebbe passare direttamente all'autunno?
A parte l'abbiocco galoppante che mi affligge da una decina di giorni, trascinandosi dietro la fatica a svegliarsi e a connettere decentemente al mattino e una certa sonnolenza pomeridiana, ci si è messa anche tutta questa luce che, altro che uscire a godersi l'alta marea melaninica, a me fa venir voglia di restare al chiuso o quantomeno all'ombra fino al tramonto.

02 aprile 2006

A proposito di brava gente...

Ecco, non ci sono portata.
Vabbè, ringrazio Which Dictator are you? (e appena un po' le mie malsane risposte) per avermi appioppato questo profilo:
Oh dear. You're in prison now so the people of Iraq no longer need to worry that you you'll to make them disappear... They are far too busy being worried about being blown up by terrorists or shot by Americans now!

Il signore del male [3 di 3]

E infine...

- Se cenassi con l'eroe ed avvelenassi il suo calice e quindi dovessi allontanarmi dal tavolo per una qualunque ragione, ordinerò delle nuove bevande per entrambi invece di tentare di decidere se scambiare o meno i calici con lui.

- Non farò sorvegliare i prigionieri di un sesso da guardie del sesso opposto.

- Non utilizzerò piani in cui il passo finale sia orribilmente complicato, per esempio "Allineare le 12 Pietre del Potere sul Sacro Altare e quindi attivare il medaglione nel momento di eclisse totale". Saranno piuttosto lungo una linea del tipo "Premete il pulsante."

- Mi assicurerò che la mia macchina della fine del mondo sia a norma e propriamente messa a terra.

- Le mie vasche di prodotti chimici pericolosi saranno coperte mentre non sono in uso. Inoltre non costruirò passaggi sopra di esse.

- Se un gruppo di seguaci fallisse miseramente un incarico non li accuserò di incompetenza per poi mandare fuori lo stesso gruppo a riprovarci.

- Se catturassi l'arma di un eroe non scioglierò immediatamente le mie Legioni e non mi abbasserò la guardia nell'illusione che chi detenga l'arma sia inarrestabile. Dopotutto, l'eroe la possedeva ed io gliel'ho tolta.

- Non progetterò la Sala di Controllo Principale in modo che ogni stazione di lavoro sia orientata con le spalle alla porta.

- Non ignorerò, fino al termine del mio discorso o divertimento corrente, il messaggero ovviamente agitato che barcolla esaurito. Potrebbe realmente avere notizie importanti.

- Se parlassi al telefono con un eroe, non lo deriderei. Al contrario gli direi che la sua ostinata perseveranza mi ha fatto comprendere la futilità della mia malvagità e che se mi concederà pochi mesi di quieta contemplazione probabilmente tornerò sul sentiero dell'onestà (gli eroi sono dei tali creduloni).

- Se decidessi di tenere una doppia esecuzione di un eroe e di un sottoposto che ha fallito o che mi ha tradito, avrò cura di eseguire per prima la condanna dell'eroe.

- Quando le mie guardie arresteranno dei prigionieri, non permetteranno loro di fermarsi ed afferrare una bazzecola inutile di puro valore sentimentale.

- Il mio sotterraneo avrà il suo proprio staff medico qualificato completo di guardie del corpo. Quindi se un prigioniero si ammalasse ed il suo compagno di cella dicesse alla guardia che è un'emergenza, questa chiamerà la squadra di soccorso invece di aprire la porta della cella per dare un'occhiata.

- I meccanismi delle mie porte saranno progettati in maniera tale che sparare sul pannello di controllo esterno sigillerà la porta e sparare su quello interno le aprirà, non il contrario.

- Le celle del mio sotterraneo non saranno fornite di oggetti contenenti superfici riflettenti o qualunque oggetto che possa essere divelto.

- Se una giovane coppia attraente entrasse nel mio reame, ne controllerò attentamente l'attività. Se scoprissi che sono felici ed affezionati li ignorerò, se invece le circostanze li avessero forzati insieme contro il loro volere e passassero tutto il tempo a discutere ed a lamentarsi eccetto che durante le intermittenti occasioni in cui si salvano la vita a vicenda e nelle quali ci sono tracce di tensione sessuale, ordinerò la loro esecuzione immediata.

- Per tenere i miei soggetti in una trance ipnotica, fornirò ad ognuno un accesso gratuito, illimitato e veloce ad Internet.

- Le fotocellulle laser non lasceranno mai un passaggio disponibile per far entrare qualsiasi contorsionista, nè funzioneranno a intervalli regolari. Saranno un muro ad emissione continua senza spiragli. Allo stesso modo non proteggeranno nulla che sia abbastanza piccolo da passare tra un raggio e l'altro usando una sonda.

- Nessuna stanza di vitale importanza sarà protetta solo da sensori di calore o pressione, ma anche da un buon numero di telecamere e uomini armati dentro la stanza stessa. Le telecamere faranno capo a più posti di controllo disseminati in varie parti del globo e non ad una stanza dove possa entrare chiunque abbia un vassoio del caffè in mano.

- Avrò i miei vigili del fuoco personali.

- I miei dati più importanti non saranno in rete, ma in un computer isolato dal mondo.

- I progetti della mia arma più potente saranno in un disco fisso che mi porterò in tasca e mai fuori dal mio controllo.

- Se la bella scienziata a cui ho appena rubato un macchinario dicesse "no così ci ucciderà tutti!!!!" chiederò il perchè.

- Un aereo non è un posto sicuro.

- L'ultimo piano di un palazzo è il primo a crollare, il primo piano il più sepolto. Vivrò in un palazzo ad un solo piano, antisismico. Il mio palazzo non si reggerà su un singolo punto di appoggio ma avrà colonne in abbondanza.

- Non conterò sul fatto che l'eroe non spari ad un uomo disarmato.

- Non duellerò personalmente con chi vuole uccidermi, ma lo farò trucidare dalle mie guardie. Se l'eroe ha un coltello, niente mi impedisce di sparare tutto un caricatore.

- Non ucciderò la figlia/moglie/amante dell'eroe, non serve se non a farlo incazzare. Ucciderò semplicemente lui e non lo aspetterò solo alla fine di un percorso in cui è preparato a difendersi.

- Se decido che dopo 2 minuti bisogna uscire da un certo luogo durante una certa operazione, non mi attarderò per pochi secondi fino all'arrivo della Polizia.

- Urlare "Fermo, alza le mani, voltati " è molto meno efficace che sparare alle spalle senza avvisi di sorta.

- Se l'eroe è in una stanza di spalle, mi guarderò sempre intorno, alla ricerca dei suoi soci, prima di manifestare la presenza mia e della mia arma.

- Sono davvero così sicuro che quella timida bionda non avrà mai il coraggio di spararmi?

- Il mio contabile non uscirà mai dalla mia casa, e se dovesse rendersi necessario girerà con 10 guardie del corpo che non lo molleranno neanche in bagno.

- Le mie guardie si dovranno controllare a vicenda e mai stare a meno di 3 metri una dall'altra. Nessuna sa chi è che mi riferisce tutto e non potranno mai offrirsi panini, sigarette o parlare di donne mentre lavorano lasciando tutto il tempo all'eroe di arrivargli di spalle. Per lo stesso motivo tra due stanze una guardia guarderà nella direzione opposta in modo che si coprano le spalle a vicenda.

- Se arriva un fattorino non richiesto espressamente o non perfettamente puntuale, non lo si farà passare. Nessuno è così occupato da non poter andare dal fattorino in questione all'ingresso per firmare la ricevuta. Se qualcuno fosse così occupato, il fattorino sarà scortato da almeno 2 uomini. In più può anche andare al bagno fuori dai miei uffici.

01 aprile 2006

Il signore del male [2 di 3]

Proseguiamo con gli utili consigli per futuri signori del male... peccato per il soggetto qua accanto, che chiaramente non è stato molto attento ai suggerimenti postati ieri e quindi è destinato a ignominosa sconfitta e ad almeno tre prequel.

- Mi assicurerò di avere una chiara comprensione di chi è responsabile di cosa nella mia organizzazione. Per esempio se il mio generale rovinasse tutto non estrarrò l'arma, puntandogliela contro e dicendo "E questo è il prezzo del fallimento", per girarmi quindi rapidamente ed uccidere un sottoposto a caso. Se un consigliere mi dicesse "Mio signore, ma è solo un uomo. Cosa potrà mai fare?" Risponderò "Questo!" e lo ucciderò.

- Se venissi a sapere che un giovane imberbe ha iniziato una missione per distruggermi, lo ucciderò finchè è ancora un giovane imberbe piuttosto che aspettare che maturi.

- Tratterò con rispetto ogni bestia sotto il mio controllo mediante magia o tecnologia. Perciò anche se il controllo venisse rotto non mi attaccherebbe immediatamente per vendetta.

- Se venissi a conoscenza del luogo in cui si trova un artefatto che può distruggermi, non manderò tutte le mie truppe a prenderne possesso. Al contrario le manderei ad impossessarsi di qualcos'altro e metterei un discreto avviso di ricerca per acquisto nel giornale locale.

- I miei computer centrali avranno un loro proprio sistema operativo centrale che sarà completamente incompatibile con quelli standard IBM e Macintosh.

- Se una delle guardie dei miei sotterranei iniziasse a manifestare preoccupazioni riguardo le condizioni della cella della bella principessa, la trasferirei ad una occupazione meno a contatto con le persone.

- Assumerò un team di architetti e di geometri iscritti all'albo per esaminare il mio castello ed informarmi di ogni passaggio segreto e tunnel abbandonato di cui potrei non essere a conoscenza.

- Se la bella principessa che catturerò mi dicesse "Non ti sposerò mai! Mai, mi hai sentito, MAI!!!", risponderò "Vabbè" e l'ucciderò.

- Non stringerò un patto con un essere diabolico tentando quindi di imbrogliarlo semplicemente perchè mi piace essere un bastian contrario.

- Il mutante deforme e lo psicotico squilibrato avranno il loro posto nelle mie Legioni del Terrore. Comunque, prima di inviarli in qualche missione segreta che richieda tatto e sottigliezza, controllerò se c'è qualcun altro altrettanto qualificato e che attragga meno l'attenzione.

- Le mie Legioni del Terrore saranno addestrate nei principi base del tiro a bersaglio. Chiunque non riesca a colpire un bersaglio di dimensioni umane alla distanza di 10 metri sarà usato come bersaglio d'addestramento.

- Prima di impiegare un qualunque artefatto o macchinario catturato, leggerò attentamente il manuale d'uso.

- Se fosse necessario fuggire non mi fermerò per mettermi in posa drammatica e pronunciare una frase memorabile.

- Non costruirò mai un computer senziente più furbo di me.

- Al mio consigliere bambino di cinque anni chiederò anche di decifrare qualunque codice cifrato che penso di utilizzare. Se riesce a decodificarlo in meno di 30 secondi non lo utilizzerò. Nota: questo si applica anche alle password.

- Se i miei consiglieri chiedessero "Perchè stiamo rischiando tutto su un piano così pazzo?" non proseguirò fino a che non avrò una risposta che li soddisfi.

- Progetterò i corridoi della fortezza senza alcove o supporti strutturali protundenti che gli intrusi possano utilizzare come copertura in uno scontro a fuoco.

- La spazzatura sarà incenerita, non compattata. E sarà mantenuta calda, senza assurdità tipo fiamme che passano attraverso tunnel accessibili ad intervalli predicibili.

- Mi consulterò con uno psichiatra competente e mi farò curare da qualunque fobia inusuale e abitudini bizzarre compulsive che potrebbero essere svantaggiose.

- Se devo avere un sistema computerizzato con terminali accessibili pubblicamente, le mappe del mio complesso che mostreranno conterranno una stanza indicata chiaramente come "Stanza di Controllo Principale". Questa sarà la camera d'esecuzione. La vera stanza di controllo principale sarà indicata come Bacino di Scarico delle Fogne.

- La tastiera del sistema di sicurezza sarà in realtà un rilevatore di impronte digitali. Chiunque osservi qualcun altro premere una sequenza di pulsanti o provare ad impolverare la tastiera per trovare le impronte digitali e quindi provare a ribattere la sequenza farà scattare l'allarme.

- Non importa quanti cortocircuiti ci saranno nel sistema, le mie guardie saranno istruite a trattare ogni malfunzionamento di una telecamera del sistema di sicurezza come un'emergenza di massima gravità.

- Risparmierò qualcuno che mi ha salvato la vita nel passato. È il solo metodo ragionevole per incoraggiare altri a farlo. Comunque l'offerta è buona per una sola volta. Se vogliono che li risparmi nuovamente è meglio che me la salvino di nuovo.

- Tutte le levatrici saranno bandite dal reame. I bambini nasceranno in ospedali approvati dallo stato. Agli orfani sarà trovata una famiglia adottiva e non saranno abbandonati nella foresta per essere cresciuti come creature selvagge.

- Quando le mie guardie si divideranno per cercare intrusi viaggeranno sempre in gruppi di almeno due. Saranno addestrate in modo che se uno scomparisse misteriosamente mentre è di pattuglia l'altro darà immediatamente l'allarme e chiamerà rinforzi, invece di guardare perplesso dietro l'angolo.

- Se decidessi di testare la fedeltà di un sottoposto per verificare se può diventare un consigliere fidato, avrò una squadra di cecchini pronta nel caso che la risposta sia no.

- Se tutti gli eroi sono disposti intorno ad una strana macchina e si fanno beffe di me, utilizzerò contro di loro un'arma convenzionale, piuttosto che la mia inarrestabile superarma.

- Non prometterò agli eroi che potranno andarsene se vincessero una gara truccata, neanche se i miei consiglieri mi assicurassero che è impossibile per loro vincere.

- Quando creerò una presentazione multimediale dei miei piani così che il mio consigliere di cinque anni possa comprenderne i dettagli con facilità non etichetterò il disco come "Progetto Overlord" e non lo lascerò in giro sulla mia scrivania.

- Istruirò le mie Legioni del Terrore ad attaccare l'eroe in massa, invece di temporeggiare mentre lo attaccano uno o due alla volta.

- Se l'eroe fuggirà verso i tetti, non gli correrò dietro per lottare con lui cercando di spingerlo oltre l'orlo. Inoltre non ingaggerò un combattimento sull'orlo di una scogliera. (Non vale neanche la pena di considerare l'eventualità di una lotta sopra ad un ponte di corda che attraversa un fiume di lava fusa).

- Se avrò un attacco temporaneo di insanità mentale e deciderò di dare la possibilità all'eroe di rifiutare l'offerta di un lavoro come fidato luogotenente, manterrà abbastanza sanità da aspettare che il mio corrente fidato luogotenente non sia a portata d'orecchio prima di fare l'offerta.

- Non dirò alle mie Legioni del Terrore "Prendetelo Vivo!". Il comando sarà "Tentate di prenderlo vivo se è ragionevolmente pratico. Se no, uccidetelo e assicuratevi che sia morto".

- Se la mia macchina della fine del mondo sarà equipaggiata con un pulsante di funzionamento inverso, subito dopo esser stata utilizzata sarà fusa e trasformata in un'edizione limitata di monete commemorative.

- Se le mie truppe più deboli falliranno nell'eliminare un eroe gli manderò contro le mie truppe più potenti in assoluto invece di sprecare tempo con truppe progressivamente più forti man mano che l'eroe si avvicina alla mia fortezza.

- Se mi trovassi a combattere con l'eroe in cima ad una piattaforma mobile, riuscissi a disarmarlo e stessi per finirlo ed egli guardasse alle mie spalle e si gettasse a terra, anch'io mi getterò a terra invece di girarmi stupito per scoprire cosa ha visto.

- Non sparerò a nessuno dei miei nemici se questo se ne stesse di fronte al supporto cruciale di una pesante, pericolosa, sbilanciata struttura.