
In queste sere sto tentando di recuperare qualche film disperso nei passati meandri del "sì, lo guardo dopo".
Operazione che non potrà dirsi conclusa finché non avrò rispolverato quel Cavaliere Oscuro che aspetta da un anno circa, ma prima o poi toccherà anche a lui.
Nel frattempo, ieri sera è stato il turno di The Kingdom (2007...) e stasera di Terminator Salvation (che almeno è di questo trimestre).
The Kingdom ha un gran bell'inizio. Una presentazione animata, arricchita da immagini e proiezioni d'effetto riassume in pochi minuti la storia del regno in questione, l'Arabia Saudita, evidenziando come il controverso paese in cui cultura islamica e filo-occidentale convivono non sempre pacificamente e l'alleato statunitense siano legati a doppio filo dall'oro nero. Fili su cui, dopo l'undici settembre, ci si muove ancor più all'insegna della diplomazia e della "cortese collaborazione".
A portare lo spettatore verso risvolti più concreti ci pensa il fattore scatenante: una tranquilla giornata in un insediamento americano viene annientata da una catena di attentati terroristici, in cui muoiono oltre ai civili e alle guardie di sicurezza locali, anche due agenti dell'FBI. Il che conduce a Ryad, dopo aver ottenuto il permesso a colpi di favori e velate minacce, una piccola squadra di agenti con il compito, a seconda da come lo si guardi, di scocciare/cercare vendetta/osservare/collaborare alle indagini per 5 giorni.
Questa, con l'aggiunta che i nostri riusciranno a combinare più o meno quello che volevano, è la storia. Storia che devia praticamente subito sul tema dell'incontro/scontro di culture, piuttosto che sulle indagini propriamente dette (che, sì, sono la scusa ufficiale, quindi ci si arrabatta, ma da quel punto di vista è tutto troppo facile o troppo basato su intuito e casi fortuiti), con i rapporti tra la polizia saudita e gli ospiti occidentali che iniziano a base di freddezza, rigidissime regole e diffidenza, per ammorbidirsi via via che i rispettivi capi trovano punti in comune.
Ecco, più o meno qui è dove ho pensato del colonnello arabo "questo entro fine film ci resta secco, a sigillo dei rapporti collaborativi" e infatti, una mezzora dopo...
Diciamo che, a dispetto del buon potenziale, lo sviluppo si fa alquanto prevedibile: i nostri arrivano da invasori sopportati a stento e se ne vanno da compagni d'arme, con in mezzo lo sgominamento di una minaccia terroristica di arabi cattivi, seminatori d'odio e traviatori di giovani generazioni.
Aggiungendo scene d'azione discrete e un buon sfruttamento delle location arabe, ne viene fuori un film sufficiente ma che non si sforza troppo di scendere oltre la superficie dei temi di cui sopra.
Terminator Salvation invece con le scene d'azione e gli effetti speciali ci dà dentro in abbondanza. E ci mancherebbe altro: da quel punto di vista dovevano superare se non doppiare l'insistito sbriciolamento di mezzi di trasporto e l'acceleratore di particelle usato come calamitona di T3 e dare modo a McG e Michael Bay di litigare su chi ha i robot più fighi nel proprio film.
Dopo tre pellicole e una serie in cui tutti cercano di scongiurare l'avvento di Skynet, si cambia scenario: 2018, la guerra con le macchine è già in atto da un pezzo e, a forza di pasticciare col passato, ora John Connor non è nemmeno a capo della resistenza.
Ne è comunque un ufficiale di medio livello, dotato della propria squadra di fedelissimi soldati e di un seguito tutt'altro che indifferente di persone convinte che lui sia il prescelto che li guiderà alla vittoria, che ispira di quando in quando con messaggi radio pirata.
Ben (anzi, facciamo pure troppo) conscio del proprio ruolo di faro di quel che resta dell'umanità, John unisce ora alle sue attività predilette, riascoltare i nastri di mamma e preoccuparsi di mantenere in vita a distanza Kyle Reese, anche quello di beta-tester per l'arma definitiva individuata dai superiori: una (bassa) frequenza radio capace di disabilitare tutte le macchine.
Mentre le alte sfere gongolano nel loro sottomarino e Connor si atteggia a rude e incazzoso comandante in campo, da una base sperimentale di Skynet appena distrutta (con fungo non-atomico d'ordinanza e vittime in quantità) salta fuori Marcus Wright, un condannato a morte che anni prima aveva donato il proprio corpo alla scienza, nelle fattezze della Cyberdyne, la società responsabile dell'attivazione di Skynet. Spaesato dal mutamento di scenario e, si suppone, anche dagli esperimenti operati sul proprio corpo, Wright si dirige verso la città più vicina, Los Angeles, dove guarda caso si unisce a Kyle Reese e alla di lui aiutante Star.
Il tentativo di unirsi al grosso della resistenza da parte di questi ultimi finisce male: dopo aver girato per un po' in un mondo post-apocalittico in cui ben poche cose funzionano, e dopo un lungo e rocambolesco inseguimento da parte di modelli di Terminator mai visti prima (belle le moto!), Kyle e Star finiscono catturati da un robottone con vano prigionieri, che se li porta verso la sede centrale di Skynet e Marcus viene più o meno salvato dall'intervento di tale Blair... più o meno nel senso che finiscono entrambi appiedati e mentre tornano alla base della resistenza lui ha l'occasione per salvarle la vita.
Neanche il tempo di arrivare e un pezzo del campo minato magnetico si appiccica a una gamba di Wright ed esplode, portando Connor & co. a scoprire che questo tizio è ben più di quel che sembra: una specie di anello mancante tra uomo e macchina, con cuore umano, così come la coscienza, cervello metà e metà e corpo da macchina.
Sorvolando su un altro paio di salvataggi con inseguimenti e sparatorie assortite e la vista di un modello di Terminator subacqueo/vermoso, i due scendono a un compromesso di mutua utilità: Wright si infiltrerà, grazie alla sua forma sintetica, nella base delle macchine, troverà il luogo detenzione di Reese e lo comunicherà a Connor e soci, che andranno a salvarlo.
Ah, ci sarebbe anche l'attacco programmato dagli alti gradi della resistenza, ma basta uno dei discorsetti del dj dilettante perché nessuno dei soldati voglia più alzare un dito.
Detto-fatto, il piano sembra funzionare... per 10 minuti circa, dato che, come ci informa la stessa furbissima Skynet nello spiegone:
a) Marcus Wright non è stato fatto così solo per risparmiare sui pezzi, ma per essere il perfetto infiltrato tra gli umani, e portare lì John Connor;
b) dentro la cella spacciata per quella di Kyle Reese c'è il primo modello di T-800 (nome in codice: Governator), ben deciso a fare un frullato del suo obiettivo, anche a costo di passare in mezzo a una colata di metallo incandescente e agli sbuffi del sistema di raffreddamento;
c) la storia della bassa frequenza spegni-macchine era una balla, nonché un modo per carpire il reale collocamento del sommergibile dei capi della resistenza, che infatti fanno una fine indegna.
Si mette male, quindi? Molto, ma la forza del cuore umano che batte negli ardimentosi petti dei nostri eroi è inarrestabile, come pure lo spirito di sacrificio dell'ex condannato che scambia il proprio con quello irreparabilmente ferito dell'ormai capo della resistenza.
E così, una battaglia è stata vinta, ma la guerra no: le macchine infestano ancora tutto il pianeta, ma finché c'è Connor c'è speranza... anche per altri seguiti.
Dal fatto che il riassunto sia più lungo due righe, si nota come stavolta, oltre a curare la parte puramente action, si siano messi un po' più d'impegno per scrivere un soggetto che andasse oltre "un robottone venuto dal futuro vuole uccidermi". E' servito? Insomma.
Non che non apprezzi lo sforzo, ma ci sono comunque dei passaggi che si possono ritenere ragionevoli solo nel caso in cui si segua la logica dell'utile per la sceneggiatura: Wright che viene fuori proprio in tempo per andare a prendere il suo posto nel piano di Skynet, o sempre lui che incoccia per caso proprio Kyle Reese e lo trova tanto simpatico da volerlo salvare alleandosi con della gente che lo detesta... Blair che manda al diavolo tutti i suoi compagni umani per far scappare una macchina, Connor che ci si allea tranquillamente e, quando gli si ferma il cuore, lo fa ripartire coi cavi della batteria, Skynet che ha la brillante idea di fabbricare un prototipo di Terminator con un "motore" tanto debole e sempre Skynet che una volta individuato e catturato Reese non l'ammazza all'istante risolvendo ogni problema ma lo tiene da parte per farne un'esca inutile.
E altri ce ne sarebbero. Però... vabbè, la parte fracassona va più che bene, gli effetti speciali, la vasta gamma di Terminator e i numerosi inseguimenti/sparatorie fanno la loro bella figura... facciamoceli bastare.