11 novembre 2009

Per fortuna non abito da quelle parti

...o mi ci perderei, dentro un posto del genere. Uh, quanto mi ci perderei dentro... 



(sissì, proprio una fortuna )

09 novembre 2009

Quella sera...


Il motivo per cui da qualche giorno, e in particolare oggi, guardo telegiornali e mi viene la pelle d'oca (e non per le schifezze che vengono riferite) è che quella sera di vent'anni fa è stata la prima volta che ho avuto la consapevolezza di star vivendo un evento storico. 
Avevo 10 anni e il "tutti vissero felici e contenti" sembrava lì a portata di mano.
Come abbiamo fatto a farcelo scappare?

08 novembre 2009

Scegli il capo


Hai la possibilità di diventare l'illicenziabile assistente di... chiunque!
Chi scegli?

Sarà che è domenica pomeriggio, ma la prima persona che mi è venuta in mente è lei --->

05 novembre 2009

Remember


04 novembre 2009

Dentro

Dentro questa...

...dentro questa...

...dentro questi...

...c'era questo:

Sono di arcistrafrettissima o avrei fatto qualche altra foto... però quel che vedo sembra molto bello!

Edit: ho aggiunto una sola altra foto, visti i tremendi risultati della congiuntura "fotografa negata + fotocamera con qualche anno sulle spalle + luce artificiale". Lo scopo era mostrare lo sbrilluccichio simil-metallico della vernice quando sottoposta a flash.
Due parole sulla statua: è enorme! 
No, vabbé, ci saranno senz'altro dozzine di statue più ingombranti, ma questa si difende bene, coi suoi 36 centimetri base inclusa. Che sono diventati 46 per la scatola, e 50 per il pacco... che con questo ingombro giammai sarebbe potuto sfuggire ai balzelli doganali.
Dicevo della statua... trattasi di "Iron Man Modern statue" della Bowen Designs, un'edizione datata novembre 2008 e limitata a 3600 esemplari (questa è la numero 1294).
Non è un pezzo unico: statua e base vanno assemblati con un incastro posizionato strategicamente in modo da risultare quasi invisibile.
Che altro...?
Ah, è bella anche dal lato B:

02 novembre 2009

Non è mai troppo tardi


...per scoprire che il cinnamomo e la cannella sono la stessa spezia.
Il merito va diviso tra Wikipedia, che tutte le divinità l'abbiano in gloria, e Fables... quest'ultimo, in appena tre gradi di separazione.
Ovvero: il copertinista di Fables è James Jean (delle cui cover, per la cronaca, è uscito da qualche mese un artbook), il quale ha anche realizzato la grafica per un'edizione limitata di queste mentine.
Avendone letto la notizia in un momento in cui avevo pecunia parcheggiata nella Postepay, ho ben (...) pensato di comprarmene una serie. Che è arrivata oggi.
Curiosando e annusando (impossibile non farlo, questa roba ha un odore fortissimo: riesco a sentirlo anche ora che sono chiuse in un cassetto a un buon metro dal mio naso) viene fuori che i tre gusti sono chocolate mint*, peppermints e cinnamon mint*
Mentre i primi due erano facilmente riconoscibili, il terzo apparteneva più alla categoria dei "mi ricordi qualcosa, probabilmente so cosa sei, ma non mi viene in mente".
Da cui la ricerca, da cui, dopo aver letto mezza pagina di interessanti notizie, la scoperta.
Il tutto alla modica cifra di $ 28,95. Ma la conoscenza, anche quella non intenzionale, non ha prezzo!


* tra gli ingredienti dichiarati, "natural and artificial flavours"... il che che può voler dire qualunque cosa.

01 novembre 2009

Cose trovate

...durante le operazioni di svuotamento fondi delle borse a loro volta dimenticate in fondo agli armadi. 
Operazioni da troppo tempo rimandate, direi, visto che c'era ancora un moneta da 500 Lire.
Inoltre, e in ordine sparso, salviettine umidificate, cerotti, 7 penne e altrettanti pacchetti di fazzoletti di carta, un gettone per i carrelli di un centro commerciale in zona, la carta di un gioco di ruolo di Star Trek (del 1998), due monete da 5 centesimi di € e una Corona danese, mezzo credito della Borsa del Fumetto, il tagliando di un biglietto della Lotteria Italia (annata 2009), una specie di punteruolo, portachiavi con lucetta di "Chi è PK?", salvietta al limone, tre diverse chiavi per lucchetti da valigia (che avrò aperto in altri modi), lenti per la visione 3D in una bustina Panini, Post-It, stuzzicadenti in confezione singola, una carta telefonica da 5€ scaduta nel 2004, una da 1000 Lire che era anche l'iscrizione all'AIG per il 2002, una mini carta da briscola (6 d'oro) e infine un foglietto dove avevo segnato ora e luogo di una cena in quel di Milano.

31 ottobre 2009

F


E' arrivata or ora la certificazione energetica dell'edificio e abbiamo rimediato una bella...
F!


Sento odor di lavorucci...

Whiteout

Quando il fumettofilo (o almeno quello che è in me) sta per guardare il film tratto dal fumetto finisce sempre per chiedersi: "cosa, cosa avranno combinato, stavolta? ...sarà venuto troppo uguale e farà venire il latte alle ginocchia? ...sarà venuto troppo diverso e in comune gli è rimasto a stento il nome? ...avranno cambiato il finale? ...snaturato il personaggio? ...aggiunto un gratuito primo piano del didietro di Kate Beckinsale che a quanto pare invece è quello di una controfigura?"
No, un momento, l'ultima domanda non vale per tutti, ma solo per questo film... e a dire il vero non è che mi importi più di tanto di sapere di chi sia il particolare anatomico in questione.
Quanto alle altre, il problema non si pone, perché chi di dovere ha preso Whiteout e per qualcosina anche il suo più o meno seguito Whiteout: Melt, li ha frullati, ha tolto dei pezzi, cambiato una o due cose, qualche sesso, qualche nazionalità e ha ottenuto lo script per questo film. Che alla fine risulta abbastanza simile da riconoscervi la struttura originaria e abbastanza diverso da non dover stare a preoccuparsi troppo del grado di aderenza.
Il risultato? 'nsomma...

Rapidamente, la storia è ambientata nel Polo Sud, luogo assai poco abitato se non da ricercatori scientifici e personale di supporto, stanziati in basi di diversi paesi. Inclusa una americana, ove Carrie Stetko, sceriffo federale dal passato personal/lavorativo non proprio allegro e gioioso, si autopunisce da un paio d'anni con un'assegnazione di scarsa difficoltà e abbondante distanza dal resto della civiltà.
A spezzare la routine che vorrebbe prossima l'evacuazione del personale per la stagione invernale, arriva la scoperta di un cadavere sul ghiaccio... avvenimento che a sua volta porta ad altri omicidi  (dopo il primo in assoluto avvenuto in Antartide), a un'indagine, in compagnia di un agente di sicurezza delle Nazioni Unite, il più veloce possibile ma non per questo esente da grossi rischi, e alla scoperta che sotto il ghiaccio non c'è solo materiale di interesse scientifico.

Tutto sommato il film non sarebbe così male, se non fosse per alcune cosette che mi sono venute in mente durante la visione, concretizzatesi in due domande che mai giungeranno al regista ma che pongo lo stesso :
   1) credi forse che al pubblico in sala si resetti il cervello ogni mezzora? O che gli spettatori siano tonti e abbiano bisogno, tutte le volte che succede qualcosa che si ricollega a una scena che al massimo hanno visto 100 minuti prima, di un flashback che gliela faccia rivedere di nuovo, peraltro dalla stessa identica angolazione e insistendo sullo stesso identico particolare?
   2) secondo te come mai non c'è la fila per girare film con ambientazione antartica, per di più in mezzo a una megatempesta? Aiutino: hai visto tutto quel bianco su bianco su neve su grigio su vento su altro bianco? Ecco, sappi che con tutta quella roba davanti, dietro, sopra e sotto le scene vengono un tantinellino confuse.
Devo ammettere però che a quest'ultima cosa si rimedia in parte coi fantastici inseguimenti arrancanti lungo le funi guida, in cui i nostri eroi rincorrono, o sono rincorsi da, il cattivastro piccozzatore: non solo gli tocca annasparsi dietro in mezzo a vento e neve, ma devono anche farlo facendo scorrere i rispettivi moschettoni/corde di sicurezza lungo i cavi che collegano i vari capannoni delle basi antartiche.
E, per colmo di azione e ritmo, arrivati a un incrocio di cavi o ai punti in cui questi sono ancorati al ghiaccio, gli tocca sganciarsi e riagganciarsi, sempre inseguendo qualcun altro...
Quindi? Uhm... Mettiamola così: si poteva fare di peggio.

Edit del giorno dopo: ieri sera sono andata a letto con qualche dubbio, dato che film e fumetto si somigliano abbastanza, riguardo al fatto che il secondo mi fosse piaciuto e non poco.
Stamattina l'ho riletto (in bagno - sì, tutte e 128 pagine). Dubbi fugati.
Curioso (ma non di certo una novità) come la stessa scena su carta possa sviluppare tensione e su schermo pesantezza...

29 ottobre 2009

D

"Non è che potresti farmi un favoruccio? Ho scaricato un testo in inglese, ma non mi convince molto. Puoi dargli un'occhiata e magari una sistemata? Tanto è piccolo."
"Mh, vabbé, mandamelo."
...
E fu così che mi sono ritrovata a passare metà sera a rimettere in sesto un file in inglese... scritto senza la lettera d.
Ah, per "piccolo" si intendeva "formato da 41438 battute".
Perché, perché, perché ho risposto al telefono???

(oh, sia chiaro, a caval onato non si guara in bocca e le  che non ho notato resteranno isperse, io non mi ci rimetto a riveerlo una secona volta)

28 ottobre 2009

Scordato qualcosa in camerino?

Non so... gli attributi?